L’intollerabile perfezione del volto di Hevan
Il Gazzettino di Venezia ha pubblicato la foto di Hevan, il bambino ucciso insieme alla madre Jennifer, assassinata dall’amante. Mancavano pochi giorni al parto, avrebbe dovuto nascere il 18 di maggio. I nonni, riavuto dall’obitorio il corpo del nipote perduto, l’hanno vestito come per la festa del battesimo. Nella foto il bambino è bello come una bambola, e pare che dorma. Ma la pubblicazione ha suscitato un’indignazione veemente: comitato di redazione del Gazzettino, voci dell’Ordine dei giornalisti, gente comune e il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, insieme a dire: con questa foto si è toccato il fondo.
Singolare indignazione, quando in ogni edicola incontri immagini ben più violente, senza che nessuno alzi la voce. Il piccolo come addormentato nel suo completino azzurro invece è intollerabile, profanazione e scandalo. Benché siano stati proprio i nonni a chiedere di metterlo sul giornale: come a significare, guardate, era un bambino, benché non fosse nato ancora; come a gridare questa evidenza, e a chiedere umana partecipazione al loro lutto. Ma i benpensanti, i sindacalisti, i politicamente corretti si indignano. Certo, è come un pugno quel bambino mai nato in prima pagina, ma non è strano che, benché così sereno e composto, non si tolleri di guardarlo? E se l’immagine fosse di una creatura morta, ma dopo essere venuta al mondo,ci si turberebbe altrettanto? O quello che disturba, nel profondo e nel non detto, è proprio, di quel bambino, il non esser mai nato? Non c’è, in tanto gridare, l’ansia per la violazione di una tacita intesa: nel ventre materno si è solo ombre, creature simbioticamente dipendenti dalla madre, non viventi, non uomini ancora?
E invece, il figlio che non ha mai visto la luce ha già un volto perfetto, e addirittura lo si mostra su un giornale, come a sfidare il comodo tabù per cui tutto ciò che tocca i non nati è vita a metà, non piena, non degna come la nostra. Bisogna nascere, per essere riconosciuti fra gli uomini, e meritarne la pietà. Non ci possiamo commuovere per le creature del limbo che nemmeno vediamo: altrimenti dovremmo preoccuparci di proteggerle, e non lasciare che se ne faccia ciò che si vuole. Ma il bambino mai nato mostra con l’evidenza brutale della realtà di avere un volto – d’essere un uomo. Che provocazione, che arroganza. Gridano i giusti e i corretti i loro lai.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!