L’io senza Dio è nel tritacarne

Di Tempi
26 Giugno 2003
Francesco Alberoni, Il senso di vertigine dell’apparire per essere, forse, Corriere della Sera, 19 giugno. «Noi esistiamo perché altri ci vedono, ci conoscono, ci prendono in considerazione».

Francesco Alberoni, Il senso di vertigine dell’apparire per essere, forse, Corriere della Sera, 19 giugno.
«Noi esistiamo perché altri ci vedono, ci conoscono, ci prendono in considerazione».

Giovani, la solitudine tra chat e telecomando, La Repubblica, 17 giugno.
«Internet non può che significare il trionfo dell’io sul noi e spingerci alla solitudine».

Ilvio Diamanti, Il Dio relativo degli italiani, La Repubblica, 22 giugno.
Gli italiani [ndr.] sarebbero «Figli di un Dio relativo».

Luigi Manconi, Il Cavaliere, leader ansiogeno, La Repubblica, 22 giugno.

Francesco Alberti, Ora si pente il Paese che voleva vendetta, Corriere della Sera, 22 giugno.
«Non so quale demonio avessi addosso l’altra sera. Stamattina quasi mi vergognavo a guardare negli occhi mia figlia».
Adriano Sofri, Quelle donne con le bombe, La Repubblica, 12 giugno.
«In Giappone si va diffondendo l’uso di cercare via Web dei compagni
di suicidio».

Commento
Nella società occidentale l’io non sta bene. Pur dotato di Internet, è solo, non sa dove sbattere la testa: tra un Dio relativo – che non si capisce chi sia – e il desiderio di piacere agli altri. Di fronte a un capo, pur democraticamente eletto, gli viene l’ansia. Si scandalizza delle tentazioni che ha e del male che fa. Nella società orientale, si cominciano a proporre soluzioni drastiche. Mai come oggi il suicidio appare un modo culturalmente e, persino religiosamente, giustificato per risolvere il problema dell’io. A questo – perché sempre di “ii” si tratta – si può aggiungere il problema dell’aborto, dell’eutanasia, delle guerre: di questi immensi “tritacarne” in cui è finita la persona umana. Ci siamo dentro tutti, eppure tutti, nonostante tutto, cerchiamo una risposta di speranza, non di rassegnazione. Noi possiamo rispondere e l’esperienza della Rassegnina di quest’anno ci ha confermato che si può e si deve rispondere, perché l’io – il nostro io -, come Dio, c’è. E non è da solo. All’anno prossimo.
In breve, dalla stampa – dal 16 al 23 giugno 2003

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