L’islam liberale di Abdennour sfida i ‘gurulema’ integralisti

Di Colombo Valentina
02 Novembre 2006

«In pubblico, sono ‘tutto miele’, militano in maniera pacata e viscida in nome della tolleranza nei loro confronti e il dialogo tra le differenze. Nel privato, velano le mogli, considerano l’islam come l’unica verità, e sognano il dominio dell’islam sul mondo». Questo j’accuse nei confronti dei rappresentanti dei movimenti integralisti, di persone come Tariq Ramadan e le associazioni a lui legate come l’Uoif (Union des organisations islamiques en France) e l’Ucoii in Italia, proviene da Abdennour Bidar, musulmano francese, professore di filosofia in una scuola superiore di Nizza. Bidar ha 35 anni e una storia particolare alle spalle. Figlio di una francese convertita all’islam e cresciuto da un nonno, ateo e comunista. Francese con un nome arabo. Musulmano che da ragazzo in moschea non capiva una sola parola del sermone dell’imam tutto in arabo.
«A lungo, per lo meno fino all’età di otto o nove anni, ho vissuto il fatto di essere un musulmano il venerdì e di passeggiare tra i vigneti di mio nonno il sabato». Qualcuno potrebbe pensare a un’identità spezzata, invece Bidar giunge a formulare un islam tutto suo, un islam del cuore, un ‘self islam’. Un islam personale che sfida l’islam di quelli che lui definisce i ‘gurulema’ che credono di essere gli unici detentori dell’interpretazione della tradizione. I ‘gurulema’ come Tariq Ramadan «vogliono servirsi dei princìpi democratici – diritto d’espressione, diritto a un riconoscimento uguale delle diversità, libertà di culto – contro la democrazia stessa, facendole tollerare l’intollerabile: lo sviluppo nel suo seno di una religione nella sua forma più immobile e arcaica». Bidar sa che la battaglia è ardua, ma persevera ed è convinto di avere l’appoggio di molti musulmani il cui obiettivo è da un lato quello di distruggere il fantasma della inesistente ‘comunità islamica’ e dall’altro non ridurre più il cambiamento democratico dell’islam europeo a un semplice ‘bricolage’. Il tutto in nome della rivalutazione della persona di ogni singolo musulmano e della sua libertà. v.colombo@hotmail.it

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