L’islamismo entra nel guardaroba
Tremila e 500 ammonizioni e 200 arresti di donne: questo era, alla fine di aprile, il bilancio della campagna di polizia contro le violazioni al codice di abbigliamento islamico in Iran secondo dati della stampa iraniana. Le proteste e le critiche causate dall’iniziativa non solo fra gli studenti, ma anche nella stampa conservatrice, hanno spinto lo stesso governo del presidente Ahmadinejad a prendere le distanze dall’operazione: «La polizia opera come agente del potere giudiziario per affrontare i crimini», ha dichiarato un portavoce governativo. «Il governo, in quanto potere esecutivo, non interferisce negli affari del giudiziario». Nel frattempo vengono comminate altre punizioni previste dalla sharia: a Rabt di Sardasht, nel Kurdistan iraniano, un cittadino si è visto infliggere in pubblico 130 frustate per aver bevuto birra.
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