L’istruzione di stato si rpetende laica, ma non ha il coraggio della ragione
Dice Socrate: «Sarebbe ben comprensibile se uno, a motivo dell’irritazione per tante cose sbagliate, per il resto della sua vita prendesse in odio ogni discorso sull’essere e lo denigrasse. Ma in questo modo perderebbe la verità dell’essere e subirebbe un grande danno». Così commenta Ratzinger nel suo discorso di Ratisbona: «L’Occidente, da molto tempo, è minacciato da questa avversione contro gli interrogativi fondamentali della sua ragione, e così può subire solo un grande danno». Si può essere o no credenti nel Cristo risorto, la ragione umana può certo fermarsi alle soglie della fede, ma le domande della ragione umana sono ineludibili. Partire da quelle domande, avviarle a una risposta, questa è l’essenza dell’azione educativa, cioè della trasmissione dei valori della nostra civilizzazione ai più giovani. Manchiamo di dati sulla “presa in carico” nelle scuole pubbliche, statali e paritarie, del discorso di Ratisbona. La scuola di Stato si pretende neutra e laica. Dopo gli anni di un furente ideologismo, essa si è illusa di aver ritrovato la serenità nell’agnosticismo programmatico. Ma non è necessario scavare in profondità per far emergere l’opzione ideologica a priori: che tutte le culture si equivalgono, che non esistono criteri da far valere nel giudizio, che la tolleranza illuministica consiste nel piegarsi a culture che negano i fondamenti della civilizzazione cristiano-europea. Pervengono notizie frammentarie: qui un volantino irridente al dogmatismo neocrociato del Papa, là qualche timida difesa, altrove, come al Collegio Guastalla di Monza, una lettura commentata dei passi più significativi, altrove un docente che si presenta in classe vestito da papa, con un falso mitra in mano. Ma ci pare di dover concludere che nelle scuole la linea prevalente è stata quella di un indifferente silenzio. è di tutto ciò che occorre prendere atto, in questo paese dove l’insegnamento della religione cattolica è protetto da un Concordato e dove agli insegnanti di religione è stato consentito di passare in ruolo anche su altre materie, grazie ad un accordo Cei-governo. Questa è l’emergenza educativa, toccata con mano nell’inizio anno scolastico 2006-07, ministro il cattolico Fioroni. Prendere atto e muoversi con decisione. Verso una campagna di discussione in ogni classe, in ogni collegio dei docenti, del messaggio laico del Papa: «Il coraggio di aprirsi all’ampiezza della ragione, non il rifiuto della sua grandezza».
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