L’Italia organizza una missione umanitaria al confine tra Tunisia e Libia – Rassegna stampa/1

Di Redazione
03 Marzo 2011
Partirà entro quattro giorni il campo di transito a Ras Jedir, in Tunisia, in grado di ospitare 70 mila persone e servirà anche a bloccare le partenze di migliaia di migranti in fuga dalla Libia. La missione umanitaria verrà affidata a Elisabetta Belloni e, come ha detto Ignazio La Russa, «daremo supporto logistico alla missione affidata alla Croce Rossa»

Entro quattro giorno il governo ha annunciato di voler attivare un campo di transito al confine tra Libia e Tunisia in grado di ospitare tra le 50 mila e le 70 mila persone, una missione umanitaria che sarà guidata da Elisabetta Belloni, capo della Cooperazione della Farnesina, che è già stata responsabile dell’Unità di Crisi al tempo delle guerre in Iraq e in Afghanistan.

“Di fronte all’esodo dei profughi ci si muove sul doppio binario, estero e interno. Perché lo scopo dell’intervento in Africa è quello di bloccare le partenze di migliaia di migranti in fuga dal regime del Rais e dalla rivolta che ha portato alla caduta del presidente tunisino Ben Ali” (Corriere, p. 3).

“Parte questa mattina il gruppo di lavoro che dovrà effettuare il sopralluogo a Ras Jedir, in Tunisia, il luogo dove si stanno ammassando i profughi che è stato scelto per l’allestimento del campo. Si utilizzeranno le tende della Croce Rossa e l’allestimento e i controlli saranno affidati a un team di circa 80 persone tra cooperanti e volontari” (Corriere, p. 3).

Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha spiegato che «rispondiamo a una richiesta di aiuto dei governi egiziani e tunisini, in particolare a quello de Il Cairo per il trasporto sicuro in patria di chi vuole tornare a casa». “Il ministero della Difesa metterà a disposizione le tre navi della Marina […] già utilizzate per far tornare in Italia i connazionali che erano rimasti bloccati in Libia oltre a un ponte aereo per il trasporto dei migraanti. Più volte il titolare del dicastero Ignazio La Russa ha specificato come si tratti di un «supporto logistico visto che la missione è affidata alla Croce Rossa e noi vogliamo assicurare il massimo apporto»” (Corriere, p. 3).

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