Lo strano caso di Kim Jong Niam
In riferimento al tentato ingresso in Giappone del sedicente Kim Jong Nam, figlio del presidente nordcoreano Kim Jong Il, il settimanale giapponese Shukan Bunshun ha pubblicato un’intervista esclusiva con la di lui zia da parte materna Song Yan Rang. La signora è portata a confermare che l’uomo all’aereoporto era veramente il giovane Kim, sebbene ingrassato rispetto all’ultima volta che lei lo aveva visto. La zia Song ha al suo attivo anche un libro sui retroscena della dinastia nordcoreana in cui racconta come la nonna materna Kim Won Ju prelevò in fretta e furia il piccolo Kim all’età di 4 mesi dall’ospedale in cui era in cura quando seppe che Kim Yong Suk, allora moglie di Kim Jong Il, aveva deciso di “fare visita” al neonato. La madre del pupo in effetti era un’ex-attrice non sposata al presidente e ricoverata in una clinica di Mosca per cure psichiatriche. Il bimbo quindi fu allevato dalla suddetta nonna, giornalista di spicco e comunista dura e pura. La zia Song entra in scena più tardi, assunta come tutrice del giovane, isolato dal resto del mondo a causa dell’avversione paterna per ogni pubblicità sulle proprie vicende familiari, e portata a vivere nella residenza ufficiale del presidente insieme con il proprio figlio e la propria figlia. La vita nella gabbia dorata della residenza presidenziale non doveva essere tanto entusiasmante se prima il figlio e poi la figlia della signora Song decisero di scappare all’estero. A dire il vero, nel 1996 anche la zia ha seguito il loro esempio. Ma il figlio poi ebbe la sventurata idea di riapparire a Seoul, dove nel 1997 venne freddato da assassini non identificati. Dopo la sua fuga la signora Song vive in una non specificata città europea. Più che una telenovela…
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