Lo zapping del Mulo

Di Bracalini Paolo
18 Gennaio 2007

Quanti comitati e associazioni con una sola occupazione: moralizzare la tv con i dogmi di una “educazione corretta”. Da qualche tempo è comparso Mulo, Movimento utenti laici e organizzati della tv (perché forse ci sono anche utenti bigotti, gnostici, integralisti), che non si sa a chi faccia capo perché non ha una sede né un indirizzo. Poi c’è l’Aiart (Associazione italiana spettatori e radio ascoltatori), onlus d’ispirazione cattolica che si occupa soprattutto di tv e minori, presieduta da un giornalista, ex sindacalista, che ha diretto anche il quotidiano del vecchio Ppi. Onnipresente è il Moige, l’associazione dei genitori che altro non è se non una mega lobby presente in 35 province. I genitori hanno istituito un Osservatorio e un numero verde per raccogliere segnalazioni ed episodi di tv volgare che possono influire negativamente «sulla crescita psicologica e sullo sviluppo emotivo dei minori». Battaglie con effetti sui palinsesti pari a zero. Poi ci sono le associazioni dei consumatori che si occupano anche di tv. Un’altra associazione è Esterni che ha costituito un sindacato di telespettatori, organizzando week-end di sciopero del telecomando, «contro l’ottundimento e l’isolamento provocato e il suo consumo smisurato, per riaffermare l’autonomia del singolo e ritrovare capacità critica e decisionale». Se ne aggiungono altri come il Movimento neoborbonico che in questi giorni sta promuovendo una campagna illuminista: boicottare la fiction Eravamo solo mille di RaiUno (quest’anno è il bicentenario della nascita di Garibaldi), perché: «la spedizione garibaldina fu l’inizio di una conquista militare a tradimento del pacifico Regno delle Due Sicilie: da allora in poi centinaia di migliaia di meridionali saranno massacrati e cancellati dalla storia e costretti a emigrare».

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