LO ZEROVIRGOLA E L’UOMO GRANDE
Cos’è lo zerovirgola? è la formula del nostro tempo. Né nulla, né molto. è il poco, il medio, il tiepido, la piccola percentuale. In borsa sarebbe il dividendo, allo stadio il gollonzo, in amore la convivenza temporanea, in guerra la vernice blu dell’Onu sulle fiancate dei Leopard. Lo zerovirgola prolifica soprattutto dopo ogni tornata elettorale e produce roboanti proclami con i piedi d’argilla, del tipo: «L’Ulivo è il nuovo punto di riferimento», «il centrodestra non è più maggioranza» da una parte e «cambiamo Tremonti», «più posti per gli ex-dc» dall’altra. Zerivirgola siamo anche noi, yesmen illusi di contare, elettori o condomini: ma la somma di molti millesimi non farà mai Uno. Lo zerovirgola ha ideali microscopici e non si sbilancia. Nell’Apocalisse, Dio intima: «Poiché non sei né caldo né freddo, Io ti vomiterò». Quindi alle formiche preferiamo le cicale, se ne vale la pena. Ed in effetti, ne vale la pena, perché essendo la vita, la posta è molto, molto grossa. Per fortuna, la nostalgia dell’intero non muore mai anche molto al di qua della virgola e lo dimostra l’ammirazione che sempre suscita il grande gesto, fosse anche guardare in faccia il terrorista che ti uccide, o dire un sì entusiasta all’altare, o battere il rigore a cucchiaio, o diventare premier partendo da Milano due (sia detto scendendo sempre più verso le piccole imprese). Purtroppo, però, raramente un gesto nobile riscatta una vita intera. Allora? «Solo un uomo grande può fare un uomo grande», diceva Rosmini lamentando la piccineria della Chiesa del suo tempo. Il problema perciò è esattamente l’emulazione: cercare uomini grandi, seguirli ed imitarli. Soluzione straordinariamente semplice e praticabile da tutti, grandi milionari e piccoli decimali.
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