L’OBBEDIENTE CUPEZZA DEL MALE
E’ a Milano fino al 9 gennaio, al Museo diocesano, la “Cattura di Cristo” di Caravaggio, in prestito dalla National Gallery of Ireland. Un Caravaggio da appena 14 anni riconosciuto come tale da Sergio Benedetti, che lo ritrovò in un convento irlandese. Lunghe peripezie aveva attraversato quella tela dipinta a Roma nel 1601, alienata dai discendenti del cardinale Mattei in disgrazia e venduta all’aristocrazia scozzese. Ma tutti i grandi casati declinano, e il ricco castello nordico che aveva accolto l’opera mise infine all’asta quella tela, attribuita nel frattempo a tale Gherardo delle Notti. Il dipinto però, così terribile e cupo, non piace nell’Inghilterra ottocentesca. Caravaggio non trova un acquirente. Lo compra infine per poco una buona signora, per donarlo a un istituto religioso. Passano i decenni: dal 1920 al 1980.
Sergio Benedetti nell’agosto 1990 non crede ai suoi occhi. Il quadro è sporco e da restaurare, ma, ne è certo, non è una copia, è il vero, è un’opera di Michelangelo Merisi che torna alla luce, quattrocento anni dopo. Alla National Gallery di Londra per tre anni lavorano, esaminano, analizzano. La tela battuta all’asta e invenduta, il quadro ignorato per decenni, è un Caravaggio. E quale Caravaggio. Come strappato al buio della notte, in una luce livida di tempesta, l’istante che decide il crinale della nostra storia. Giuda bacia Cristo, che trasfigura in un pallore di morte. Dopo l’abbandono del Padre, il tradimento dell’amico. La mano di un centurione romano lo afferra inesorabile. Cristo si offre inerme ai carnefici, e Giovanni fugge, la bocca spalancata in un urlo. Attorno, il buio è atroce, come se non dovesse mai finire la notte. Se andate a vedere, guardate il braccio del centurione dentro la armatura. è imponente, nero, lucente come la corazza di un insetto mostruoso. Come una chele feroce quel braccio possente afferra e quasi stritola la carne di Cristo. Ma il Braccio è la Legge, è la legittima violenza dell’esercito romano – l’arresto è perfettamente regolare. Regolare il mandato, e a posto la coscienza degli esecutori. «Abbiamo solo obbedito agli ordini». Come luccica quell’armatura. Che disciplina in quell’esercito. Come in tutti gli eserciti seri. Dove si marcia, si sta in fila e si ubbidisce. Guardatelo bene quel Braccio. è la Violenza organizzata, messa in fila, obbediente, che massacra e non fa domande. Nessuno s’era accorto di quel Caravaggio, nel secolo delle due guerre mondiali. Nessuno s’era accorto di quel Braccio lucente e nero di morte. La mano che avrebbe percorso le trincee della Grande guerra, e le città bombardate, e il fronte russo, e i lager, era là, immota, nell’ombra, in un quadro dimenticato in un convento irlandese.
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