«L’Occidente affarista fa il gioco dell’Iran»
Ayro Pirouznia, 42 anni, è il coordinatore del Comitato di coordinamento del movimento studentesco per la democrazia in Iran (Smccdi), un’organizzazione di esuli presente clandestinamente anche in Iran. In questi giorni coordina le manifestazioni contro la visita di Khatami negli Usa, dove si è rifugiato nel 1993.
Kofi Annan, Massimo D’Alema, Dominique de Villepin, Jimmy Carter, Zbigniew Brzezinsky, i governi di Cina e Russia, ecc.: la lista di quanti propongono una politica di appeasement nei confronti del regime di Teheran cresce di giorno in giorno. Che ne pensate di questo fenomeno, voi dissidenti iraniani?
La maggioranza di noi iraniani accusa questo tipo di persone per la continuazione delle nostre sofferenze e li consideriamo colpevoli delle persistenti violazioni dei diritti umani in Iran e della tensione internazionale creata e alimentata dal regime della Repubblica islamica. Si tratta o di persone ingenue, idealisti degli anni Sessanta che credono di poter giustappore alcuni dei loro ideali di quel tempo a un mostro di nome Repubblica islamica, o di affaristi così accecati dalle opportunità di guadagno che gli si presentano, da non capire che le stesse un giorno produrranno la loro morte o miseria. Qualunque sia la categoria a cui gli individui suddetti appartengono, il risultato è il perdurare di una teocrazia barbara e fascista.
In questi giorni l’ex presidente iraniano Khatami sta visitando gli Usa.
È lui il leader moderato a cui l’Occidente dovrebbe parlare?
Khatami non è più moderato di Ahmadinejad quando si tratta della salvaguardia del regime e della sua ideologia retrograda. Sta solo recitando la parte dell’addetto alle pubbliche relazioni, in un gioco machiavellico di ruoli pensato per il mondo esterno, dove lui fa la parte del buono e Ahmadinejad quella del cattivo. La formula ha funzionato per otto anni e continuerà a funzionare fintanto che ci saranno ingenui e affaristi ciechi in Occidente. Tanto per ricordare, Khatami è stato il responsabile della propaganda ideologica per conto di Khomeini negli anni della guerra con l’Iraq e ha mandato migliaia di ragazzi a immolarsi sui campi minati. Durante la sua presidenza era anche a capo del consiglio per la sicurezza nazionale che ha ordinato la repressione delle proteste degli studenti nel luglio 1999; le sue truppe hanno prodotto lo stesso spargimento di sangue di quelle cinesi a Tiananmen.
Quali consequenze politiche prevede se Ahmadinejad otterrà quel che vuole a causa dell’appeasement internazionale?
Non è Ahmadinejad che otterrebbe qualcosa, ma il regime che ha creato lui e i tipi come Khatami. Avevamo previsto una situazione come quella che si sta creando. Quanto più il mondo continuerà a illudersi circa la possibilità di riforme dall’interno da parte di un regime che non è riformabile, tanto più ne diventerà ostaggio. Se il mondo non sostiene gli iraniani per una riforma democratica di massa, dovrà affrontare una guerra o vivere sotto ricatto. Cosa temono di perdere i circoli finanziari occidentali? Il futuro dei loro investimenti sarebbe meglio garantito se scommettessero sul nostro popolo.
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