L’odio

Di Simone Fortunato
24 Novembre 2005
Una giornata intera in compagnia di tre ragazzi a zonzo per la periferia parigina.

Assieme al recente ‘La schivata’, forse il film che più ha fotografato il malessere della banlieue. Girato in un bianco e nero molto cupo da un regista allora esordiente, L’odio è un film durissimo e senza speranza, in cui sono mescolate immagini di repertorio a una vicenda di finzione che potrebbe essere vera. Kassovitz gira un film dalla parte dei ragazzi perduti e contro una polizia, che è il pugno duro di un Potere senza umanità.
di M. Kassovitz, con V. Cassel, S. Taghmaoui

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