L’omologazione? E’ di carta
Le reazioni all’acquisto da parte di Mondadori del 70% della Edizioni Piemme, annunciato nei giorni scorsi, sono state sinora pressoché nulle. Nata nell’ambito dell’editoria religiosa, Piemme si è progressivamente dedicata a narrativa e saggistica, con una attenzione specifica per l’editoria per ragazzi, settore nel quale, in particolare con il marchio “Battello a vapore” e una quota di mercato di circa l’11%, detiene una posizione di assoluto rilievo. Certo, rispetto ai processi di concentrazione che hanno recentemente segnato l’editoria dei cugini d’oltralpe, si tratta di ben poca cosa. Lì, con l’acquisizione delle attività editoriali di Vivendi da parte di Hachette-Lagardère, operazione che attende solo il nulla osta della Commissione presieduta da Mario Monti, si sta creando un monopolio editoriale (anzi missilistico-editoriale) di dimensioni mai viste. Nel solo settore libri potrà contare, con i suoi prestigiosi marchi, su una posizione di supremazia nell’editoria politica, produrrà i tre quarti dei libri tascabili e delle edizioni scolastiche e il 90% dei dizionari; distribuirà il 70% dell’intera produzione editoriale francese e sarà quindi in grado di diminuire a piacere il margine commerciale delle librerie, imponendo ad esse di privilegiare i libri del gruppo. Tutto ciò nell’assordante silenzio dei maitres à penser della “sinistra patriottica” della Francia di Lang, la cui legge sullo sconto librario aveva propriamente lo scopo di difendere la libreria indipendente dalla concorrenza sleale della Gdo (grandi aree commerciali) e quindi garantire la presenza di una molteplicità di attori autonomi, unica garanzia di un mercato aperto e libero.
L’omologazione delle idee
Nel nostro paese siamo ben distanti, per fortuna, da questi livelli di concentrazione, per lo meno nelle zone a monte della filiera editoriale. Non per questo, tuttavia, coloro che hanno a cuore la sorte della libertà di pensiero e di espressione, della libera circolazione delle idee e libero confronto di tesi e opinioni, insomma di tutto ciò che dà vita a una società libera, democratica e aperta, possono dormire sonni tranquilli. Sotto le Alpi si percorre una strada diversa, per arrivare allo stesso risultato: l’omologazione delle idee. Qui si opera a valle, sul versante della concentrazione e integrazione dei punti vendita. Mentre un discorso a sè meriterebbe la oligopolistica condizione del mercato Gdo (5 editori che si spartiscono la torta in una situazione di trust oramai consolidato), vale la pena sottolineare il ruolo di assoluto predominio assunto dalle librerie della catena Feltrinelli che, con i suoi oltre 100 punti vendita in continuo aumento, rappresenta il fenomeno più macroscopico di concentrazione e integrazione. è qui che nasce e si rafforza quella «lenta anestesia della coscienza», quella «identità a buon mercato» di cui ha scritto Baget Bozzo nel numero 28 di Tempi.
Questioni di target
Già nella attuale dimensione (peraltro, come detto, in effervescente crescita) le librerie della catena Feltrinelli assorbono più del 30% della produzione editoriale per target alto (per alcune sigle editoriali rappresentano addirittura oltre il 40%) e sono in grado di influenzare in modo determinante, a monte, le scelte dell’editore, soprattutto dei (pochi?) indipendenti.
Paradossi della storia, con il loro peso sul mercato e con le condizioni commerciali che impongono (la soglia di sconto di fornitura per accedere al circuito è di circa del 40% superiore alle condizioni abitualmente praticate alle librerie indipendenti) stanno rendendo impossibile l’offerta al pubblico di quei libri, soprattutto di saggistica per target alto, la cui valorizzazione ha storicamente rappresentato il differenziale su cui Feltrinelli ha costruito la fortuna iniziale della sua catena.
Naturalmente non tutti i libri per target alto subiscono e subiranno questa sorte, e non credo sia molto difficile comprendere quale tipologia di libro, con quali contenuti, sarà esentata.
Post scriptum
A settembre scade il periodo di sperimentazione della legge sullo sconto massimo (15%) al pubblico e, a quanto è dato sapere, Feltrinelli si prepara a un giro di valzer, passando risolutamente nel campo di coloro che avversano la conferma del limite. Il lettore avveduto potrà ben comprenderne le ragioni.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!