A Londra il 1°maggio è la festa di Maggie
Una cosa è certa: per quanto i tempi cambino, l’eredità lasciata da Margaret Thatcher alla società britannica è di quelle destinate a durare. Come spiegare, altrimenti, il fatto che a Londra per manifestare insieme ai sindacati per il 1° maggio ci fossero solo 3 mila persone? Parole d’ordine della manifestazione erano la protesta contro i licenziamenti facili, il precariato e i tagli all’occupazione negli ospedali pubblici. Rispondendo all’appello delle principali organizzazioni sindacali, i quattro gatti si sono dati appuntamento a Trafalgar Square dove hanno preso la parola esponenti di punta del sindacalismo britannico. «Bisogna farla finita con questa storia che lavoratori come quelli della Peugeot a Coventry siano i più facili da licenziare dell’Unione Europea», ha detto Brendan Barber, il segretario della confederazione sindacale Tuc dimenticando di aggiungere che la Gran Bretagna è anche il paese dove è più facile essere assunti e la meritocrazia funziona. La flessibilità, se regolata e debitamente retribuita, è una risorsa oltre che una necessità per restare competitivi. Belle parole quelle di Barber, grazie a Dio (e a Maggie) udite da pochi affezionati: in Gran Bretagna chi lavora (la disoccupazione è tra le più basse d’Europa) sa che la risposta vincente è più mercato. E meno sindacato.
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