L’ONORE IN TRASFERTA
Questa ve la devo raccontare. Il 4 maggio in Olanda si ricordano le vittime della Seconda guerra mondiale. Alle 20, due minuti di silenzio fermano il paese.
è capitato anche nello stadio di Eindhoven dove si trovavano, in quel momento, qualche migliaio di tifosi, giornalisti, giocatori di nazionalità italiana. Gli schermi trasmettevano la cerimonia di Amsterdam con la regina Beatrice. All’orario fissato, un soldato ha suonato il silenzio. Nei Paesi Bassi non è volata una mosca, stadio di Eindhoven compreso. Due autentici minuti di silenzio, a cui, compìti, abbiamo partecipato anche noi italiani. In piedi accanto a me c’era un vecchio.
Quando il silenzio è finito mi ha offerto la sua mano da stringere e mi ha detto: «Grazie». Ho pensato a Berlusconi, a Prodi, ai tromboni della Fiera del Libro di Torino (bell’articolo di Socci), ai giornali e alle tv che si parlano addosso, a Umberto Eco e Dario Fo. A quelli che credono di rappresentare l’Italia. E invece, per due minuti, un male assortito gruppo di ultrà, tifosi, giocatori e giornalisti sportivi brutti sporchi e cattivi, ha offerto una piccola, grande immagine del nostro paese che i fenomeni citati prima mai riusciranno a dare.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!