L’OPERA DI FORMAZIONE DEL DOMENICANO CON L’I-MAC SOTTO IL BRACCIO
Il domenicano padre Giorgio Carbone, col saio bianco sulle spalle e l’i-Mac sotto il braccio, ha girovagato fra parrocchie, circoli culturali e piazze dell’Emilia-Romagna per spiegare «tutti i passaggi della biologia dello sviluppo, dall’embrione al feto». E se dovesse scegliere una foto ricordo per Tempi, indicherebbe la serata «a Modena a parlare di “Fratello embrione e sorella verità”. Perché la gente che di lì passava s’è fermata, incuriosita». E quelli seduti ai tavoli dei bar han fatto scricchiolare le sedie, voltandole verso il palco «per sentire che mai fossero quegli strani discorsi su morule e blastocisti». Spiega che per lui è tutto qui, nell’incontro fra vivi che si parlano, il segreto della vittoria. «Perché i maîtres à penser che scrivono sui giornali devono sapere che non li legge nessuno», mentre rimane più convincente l’incontro personale che mira ad instaurare un rapporto con te «che di Fivet non sai nulla, ma vuoi capire». Alla carità cristiana il domenicano non fa mancare anche la severità del giudizio, dispiacendosi che «l’Azione cattolica locale sia stata molto ambigua e abbia lasciato “libertà di coscienza”. Così, in molti, alla disobbedienza hanno aggiunto la miopia segnando sulla scheda tre sì e un no. O come la Cgil che ha trasformato una manifestazione in difesa dei metalmeccanici in un comizio referendario. O i segretari e presidenti di seggio di Voltana nel ravennate che andavano a prendere a casa la gente per farla votare».
Cosa rimane dopo il 13 giugno? «Una grande e inusuale opera di formazione culturale quale da anni non si vedeva. I problemi della fecondazione e, soprattutto, della sterilità erano ormai un tabù. Ricordiamoci che la Fivet è un espediente che aggira il problema della sterilità, non lo risolve. Sarebbe ora di interrogarsi sulle cause della sterilità: alcol, tabacco, contraccettivi chimici, promiscuità sessuale». Vasto programma quello del domenicano con l’i-Mac. Lui lo sa, certo, ma non saranno le difficoltà a fermare la sua opera missionaria all’insegna dell’illuminismo medioevale. (eb)
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