L’ora di religione
Un artista ateo riceve improvvisamente la notizia che sua madre, assassinata anni prima, verrà fatta beata.
Quel ghibellino di Bellocchio. Iracondo e bestemmiatore. Se fosse un patito di cinema, Dante ti precipiterebbe nelle profondità della terra. Assieme a quel Filippo Argenti che tu citi nel tuo film. A mordervi tra di voi.
Come cani rabbiosi. Sei cresciuto tra i preti e sei finito a lanciare bestemmie. La tua rabbia giusta che hai mostrato nel tuo primo film, si è annacquata col passare del tempo, diventando un’ideologia di comodo. E sei finito a bestemmiare, mostrando il vero volto di quella tolleranza di cui sei fiero paladino. Ma non porgerò l’altra guancia di fronte ad un pugno di insulti.
Non tutte le disgrazie vengono per nuocere. Hai fatto un film contro i preti, tanto violento quanto culturalmente povero, in cui la Chiesa è un po’ come la mafia. Beatifica per ragioni di comodo (merchandising, vendita di santini) e soggioga le menti ignoranti degli uomini con la menzogna dei dogmi. Anche il demonio, a volte, è in cattiva forma. Ma ha già pronte nuove munizioni ed un fucile di precisione di nome Amen. Che Dio ci assista e perdoni quel genio della Rai che ha pure finanziato un film di bestemmie e stupidità.
di M. Bellocchio
con S. Castellitto, C. Conti
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