Lotte di classe (e potere) in Cgil
Pochi se ne sono accorti, ma il più grande sindacato d´Italia sta preparando la sua assise nazionale. Difficile comprenderne tesi, antitesi e presunte sintesi unitarie. Visto (quasi) dall´interno, quello che stanno vivendo funzionari e rappresentanti di corrente, più che un congresso si potrebbe descrivere come uno scannatoio. L´aspro confronto si sta giocando quasi tutto attorno alla conquista di cariche e posti di comando.
La sinistra della Cgil, “Lavoro Società-cambiare rotta”, confluita “comodamente” nella maggioranza del segretario generale Guglielmo Epifani, si è scagliata lancia in resta contro quella che i medesimi definiscono la “cricca” di Bertinotti (che fa capo a Gianni Rinaldini, segretario della Fiom). Accuse, insulti, attacchi personali, sotterfugi e giochi sporchi sono all´ordine del giorno. Così, mentre da un lato si rivendicano marchi di “comunisticità”, dall´altro si sostengono i fondi contrattuali (da far fruttare sul libero mercato) delle organizzazioni sindacali. Della coerenza nessuno se ne preoccupa e tutto quanto passa sopra la testa dei lavoratori. Ma come ama ripetere un “compagno” della Cgil varesina: «A noi del desiderio non ce ne frega niente. Per noi conta solo il collettivo».
Fabio Cavallari
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