L’Ue colta con “le mani in pasta”

Di Tempi
23 Maggio 2002
Il Parlamento europeo, nella sua smania d’omogeneizzare tutto, equipara prodotti realizzati con materie prime d’alta qualità e metodi artigianali, a quelli industriali

Il Parlamento europeo, nella sua smania d’omogeneizzare tutto, equipara prodotti realizzati con materie prime d’alta qualità e metodi artigianali, a quelli industriali. È il caso del cioccolato di tradizione italiana, ottenuto con l’impiego esclusivo di pasta di cacao, l’unico veramente “doc”. Dal cioccolato, si è passati ad altri alimenti, come quello della pasta fresca. L’Europa ha “sfornato” una nuova direttiva: nessuna differenza tra pasta fresca e conservata! Si parla di qualità della vita e si dimentica la qualità degli alimenti; di valorizzazione delle identità regionali, e si distruggono le tradizioni produttive della cultura locale; si dice di voler sostenere l’artigianato e si cede alle pressioni delle multinazionali. Poteri forti contro poteri deboli: le grandi aziende che mettono sul mercato di tutto e le realtà artigiane poco riconosciute nella loro professionalità. Questo spiega perché occorre essere vigili e non abbassare mai la guardia, specie ora che in tutti i paesi dell’Ue si torna a guardare al lavoro artigiano con rinnovato interesse.

Gabriele Lanfredini

Segretario generale Unione Artigiani

Provincia di Milano

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