L’ue delle banane
Il Presidente della Commissione Europea Romano Prodi ha detto che “tutti ci ridono dietro”. Parlava della politica europea. E ha ragione. A Bruxelles si fanno regolamenti sulla curvatura dei cetrioli (minimo 10 cm l’ampiezza dell’arco), sulla lunghezza delle banane (14 cm) e sui parametri dei forni a legna. Non solo su questo – forse – ma purtroppo è indicativo. Viene da chiedersi quale sia il senso dell’Unione Europea e delle sue leggi. Se il criterio è quello di omologare tutte le differenze a beneficio esclusivo di un mercato unico, l’Europa sarà soltanto una burocrazia lontana, impersonale e soffocante, peggiore di quella statale di oggi. Invece, la vera Europa non sono i suoi regolamenti, ma i popoli che ne hanno fatto la storia. Servono leggi che riconoscano le pluralità culturali, sociali, economiche di tutti i Paesi. Non serve un doppio Stato, ma più attenzione per il bene concreto dei singoli. Quanto a riconoscere una banana… possiamo riuscirci anche da soli.
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