Lodovico Festa, cofondatore del Foglio e storica firma di Tempi, racconta il legame più che amichevole tra i due giornali. E tra le loro anime
Luigi Amicone sul palco del Meeting di Rimini 2005 fra don Stefano Alberto e Giuliano Ferrara
Come ha già ricordato Sergio Scalpelli, è intorno al 1996 che si costruisce un rapporto tra chi stava fondando un nuovo quotidiano (Il Foglio) e chi stava dando vita a un nuovo settimanale (Tempi). Da una parte, alcuni ex comunisti (oltre a Sergio, naturalmente Giuliano Ferrara, me e altri come Sergio Soave) nonché giornalisti di varie culture politiche (dall’inizio Mattia Feltri, Beppe Benvenuto e Giancarlo Loquenzi, poi tanti ancora come Daniele Bellasio, Christian Rocca, Nicola Porro, Rosanna Ragusa, per non parlare del “nostro” editorialista economico principe Francesco Forte) particolarmente scossi dalla vicende di Mani pulite, da come un’azione unilaterale e aggressiva di ampi settori della magistratura aveva logorato profondamente la democrazia italiana. E dall’altra gli eredi (guidati da Amicone) di una tradizione di cultura ciellina già alla base della pubblicazione del Sabato, ma che ritrovava vitalità proprio nel segno del comune (con i foglianti) garantismo che aveva avuto ...