Lula alza l’età pensionabile in Brasile

Di Tempi
18 Dicembre 2003
Su l’Unità la notizia non è apparsa

Su l’Unità la notizia non è apparsa, su La Repubblica nemmeno, ma i lettori di Tempi devono godere del privilegio di sapere che il 12 dicembre scorso il senato brasiliano ha approvato una legge di riforma delle pensioni che innalza l’età pensionabile e impone un tetto a quelle della funzione pubblica, voluta fortemente dal presidente Ignacio Lula, icona della sinistra internazionale e feticcio di quella italiana. D’ora in poi in Brasile gli uomini non potranno andare in pensione prima dei 60 anni e le donne prima dei 55 (in Italia 65 e 60 rispettivamente secondo il progetto di riforma). Si tenga presente che la speranza di vita maschile in Brasile è di 67,1 anni (in Italia 76,4) e quella femminile di 75,3 (in Italia 82,5), e che perciò il sistema brasiliano diventerà nettamente più gravoso di quello proposto in Italia. Da notare che quando stava all’opposizione Lula era totalmente contrario alla riforma che, giunto al potere, ha realizzato. Meditate, gente, meditate.

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