Per l’ultima volta Passion

Di Tempi
15 Aprile 2004
Possibile che un film abbia provocato tante polemiche

Possibile che un film abbia provocato tante polemiche, insulti, interventi censori di intellettuali dal libero amore e debole pensiero? L’occhio del salmo biblico aveva già antevisto il nocciolo di certe discussioni sofistiche. «Non c’è verità sulla loro bocca ed è pieno di perfidia il loro cuore». Però non ci sono soltanto le parole scritte sull’acqua e le posture atteggiate per far piacere al padrone. Non ci sono solo gli esagitati di destra, di centro e di sinistra, che si coprono reciprocamente di contumelie offrendo un tristanzuolo spettacolo di presunzione e pregiudizio. Non ci sono solo gli sbronzi che gridano al Gibson-Goebbels o i visionari che giurano che ultimamente Dio si è fatto australiano. Ci sono anche tante persone normali che sono un po’ disorientate, non capiscono, pensano che siamo tutti impazziti noi che sui giornali stiamo discutendo da mesi di un film che è appena arrivato al cinema e che, grazie anche a queste nostre discussioni, ha già battuto tutti i record di spettatori e di incassi. Fosse solo per questo pazzo pazzo mondo non varrebbe la pena di tornare su “The Passion”. Il problema è che ci sono di mezzo anche un po’ di famiglie cristiane in questa baruffa e, soprattutto, amici ebrei che non vorremmo lasciare orbi di un nostro schietto e fraterno giudizio.

Che dire a voi amici?
Che dire, per esempio, all’Angelica turbata o al Claudio perplesso che si sentono chiamati in causa da questo film che antisemita non è? Certo che aveva ragione anche il nostro Lorenzo Albacete. «è bellissimo, ma capisco la preoccupazione dei miei amici ebrei». è vero, pare ci sia già qualcuno in giro che usa l’opera di Gibson come strumento d’odio: ma cos’è che non viene usato per alimentare il risentimento contro l’umano quando la disposizione dell’animo umano è ottusa e cattiva? Se si usano i bambini come kamikaze, volete che non si usino i film? E allora, che facciamo, sterilizziamo i cattivi (e chi si salverà?), rinunciamo all’educazione, alla storia, all’arte, alla letteratura, ai film? Non sarebbe ragionevole. Spiace dirlo, possiamo sbagliarci, ma proprio perché ci sentiamo fratelli minori e non falsi amici del popolo ebraico, noi pensiamo insieme a certi ebrei (vedi l’articolo di Emanuele Boffi, pag. 20) che la campagna contro “The Passion”, sia stata inutile e sbagliata, oltre che controproducente. Al che, forse, Angelica e Claudio potrebbero dirci: «Ecco, abbiamo sbagliato a fidarci di voi, perché voi non capite».
E invece vi dovete fidare di noi. Gibson è solo un regista serio che ha fatto un film serio. E geniale, visto che nessuno a Hollywood ci aveva scommesso sopra e invece passerà alla storia del cinema. “The Passion” è il racconto di un fatto storico – un uomo, sua madre, i suoi amici – pieno di dolore e di felicità. Poiché – pretende Gibson – quell’uomo era Dio, il Messia, venuto a patire, a morire e a risorgere per noi. è tutto qui il film, pretende ricordare che la vita e il dolore dell’uomo non sono una favola raccontata da un’idiota in un eccesso di furore, perché è venuto Lui, Gesù, il Messia. Così, pur dentro tutta la sua crudezza, discutibile eppure del tutto verosimile (scusate, come ve lo immaginate un uomo torturato per ore, che trascina la croce fino in cima a una collina e viene inchiodato mani e piedi a un legno? Come ve li immaginate i chiodi che devono reggere il peso di una persona o una frusta che deve lacerarne la carne? Come vi immaginate uno dei tremila suppliziati dopo la rivolta di Catilina, quando le croci vennero erette come segnali stradali sulle vie imperiali che portavano da Roma a Napoli?), “The Passion” ha colpito nel segno.

Il vero scandalo
Infatti, qual è il vero scandalo che si cela dietro tutte le infantili, rabbiose, controproducenti polemiche contro il film di Gibson? è il solito scandalo: possibile che Dio possa essere entrato nel mondo in quel modo? Possibile che Dio non usi la sua potenza per annichilire la nostra presunzione e costringerci a credere in Lui? Possibile che Dio non venga con gli eserciti e su carri di fuoco per atterrirci con la sua infinita libertà? Possibile che abbia un volto umano? Possibile che abbia accettato di soffrire così? Possibile ci sia entrato dal ventre di una ragazzina ebrea? Possibile che si sia fatto compagno di pescatori, delinquenti e prostitute? Possibile che il Mistero che fa tutte le cose si riduca ad obbedire e a sottostare alle torture di un soldato romano? Possibile che sia morto come un assassino qualsiasi e che il primo ad andare in paradiso con Lui sia stato un assassino? Possibile che sia risorto e – dice la Chiesa, il Papa, e più modestamente anche noi – Egli sia qui, adesso, presenza incontrabile nel mondo? Teniamoci queste domande e lasciamo le inutili chiacchiere.

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