L’umanesimo del saudita Alsaeed che sfida l’oscurantismo wahabita

Di Colombo Valentina
18 Ottobre 2007

Alinsan_awalan@yahoo.com. È un semplice indirizzo di posta elettronica, ma la dice lunga sul suo proprietario, Khalid Alsaeed. “Al insan awalan” significa “l’uomo innanzitutto”. Trattandosi di un intellettuale saudita è bene specificare che l’arabo “al insan” si riferisce non all’uomo inteso come maschio, bensì all’uomo inteso come umanità. Quell’umanità che l’estremismo islamico vuole distruggere. «La guerra a venire – mi scrive Alsaeed – è contro l’estremismo islamico. In quanto musulmano, so bene come i musulmani guardano agli altri. In alcuni articoli ho sottolineato che non c’è differenza di colore tra i musulmani bensì solo leggere sfumature. Dal piccolo al grande, dal colto all’ignorante, dalla donna all’uomo. tutti credono di possedere la verità assoluta e sono certi che tutti i non musulmani andranno all’inferno mentre loro andranno in paradiso». Possono sembrare parole dure, ma se si pensa che sono pronunciate da un saudita non c’è nulla di cui stupirsi. «La stragrande maggioranza dei sauditi. sembrano chicchi di riso oppure stringono gli occhi come i cinesi quando affrontano una questione che ha a che fare con la religione. Chiunque di noi si avvicini alla religione si toglie il cervello così come si toglie le scarpe», commenta Alsaeed.
«I wahabiti sono riusciti a spegnere ogni domanda, nessuno di noi osa porre domande». Alsaeed vive in Arabia Saudita, ciononostante continua a criticare aspramente quella interpretazione dell’islam che ha creato Osama Bin Laden, continua a porsi e a porre dei perché. Quei perché che «purtroppo con i wahabiti non sono diventati un ponte tra l’ignoranza e la conoscenza, né uno sprone alla voglia di sapere», quei perché che mirano solo a verificare il motivo per cui non si è compiuto il dovere di “buon musulmano”. Tanto che Alsaeed descrive la sua condizione di liberale come quella di una mente “sotto assedio”, che però non smette di sperare che un giorno venga rivalutata l’umanità di ciascun cittadino saudita.
    valentina.colombo@imtlucca.it

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