L’unico animalismo legittimo

Di Valenti Annalena
22 Aprile 2004
Ed ecco che l’Arca di Noé

Ed ecco che l’Arca di Noé, nel disegno di una bambina di sei anni, si pone come simbolo di una vacanza di Pasqua in 19. 3 padri, per lavoro avanti e indietro, 3 madri, una incinta, il che fa “quasi” 20, anzi 20, 13 figli dai 2 ai 18 anni, tutti a vivere nella stessa casa, con pranzi in cui si arriva a 24, per l’aggregarsi di altri eroi. Felice caos coi colori e gli odori della Sardegna, il mondo sembra lontano, eppure no, è la barbarie che qui è lontana. Qualcuno studia, e c’è quella che continuamente interrompe per chiedere qualcosa che non sa, e viene presa in giro, nello stesso momento uno cerca di imparare a suonare la chitarra, e le corde gemono, una canta e la voce geme anche lei, le piccole litigano per un libro e si picchiano e il teppista di due anni gira con la sua Ferrari rossa tra i tavoli degli studenti mimando una corsa automobilistica, tra i baci e gli insulti di tutti. Piccolo mondo che si prepara al mondo, con le sue lotte, le sue incomprensioni, le sue guerre, la sua “barbarie medievale”. Proprio in tutto questo, d’improvviso, la chitarra inizia a suonare note intonate, la voce canta, un’altra si aggiunge, e un’altra e un’altra ancora, un coro di bambini, ragazzi, ragazze, donne e uomini, e le canzoni sono belle e invadono la casa, per ora le mura di granito contengono persone e canti, ma presto si riverseranno nel mondo. Ed ecco, in questo piccolo popolo il continuarsi della “barbarie medievale”. In guerra, a volte animali, e d’improvviso, nella piana così verde e gialla e rossa e viola del Monte Acuto, costruiscono Sant’Antioco di Bisarcio, chiesa del 1100, enormi blocchi di granito rosso, angeli scolpiti a protezione dei pellegrini che qui giungevano da ogni dove, trovando riparo e ristoro nelle grandi stanze intorno alla chiesa. Un canto che si eleva nel deserto, come una cucina in cui gente indaffarata e interessata prepara il pranzo per tutti, e sopra il frigorifero il disegno dell’Arca che c’é, con quella vignetta: “Buona Pasqua animali”.

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