«L’Unione tiene nel Mezzogiorno», dice Bassolino. Sì, soprattutto dei bei mucchietti di spazzatura

´ «Dirsi di sinistra è diventata un’audacia», dice Valentino Parlato sul Manifesto (29 maggio).
Ha perfettamente ragione, appena dici che sei di sinistra, incominciano a romperti le balle: «Dai diventa amministratore delegato di questa banca, dai prenditi questa cattedra, c’è questo posto da direttore in questo giornale». Ti dici di sinistra e la serenità è finita.
´ «A volte quando gli parli non sai se è sveglio o se sonnecchia», dice Massimo D’Alema alla Stampa riferendosi a Romano Prodi (29 maggio).
E non sai neppure se sia meglio che sonnecchi o stia sveglio .
´ «Non abbiamo registrato un crollo», dice Romano Prodi all’Unità (29 maggio).
Stava dormicchiando come al solito?
´ «In principio era il giornalista impegnato. Poi è arrivato il giornalista riluttante», dice Roberto Cotroneo sull’Unità (29 maggio).
Gad, da Lotta a Rilutta continua.
´ «Aumentare lo stipendio ai bravi e ridurlo ai lavativi è di destra o di sinistra?», dice Massimo Gramellini sulla Stampa (29 maggio).
Dipende. Dalla Cgil.
´ «Senza parole», dice Paolo Ferrero alla Stampa (29 maggio).
Se durasse, sarebbe un bel vantaggio per il centrosinistra.
´ «Dal mondiale di calcio alla Champions League del Milan, il nostro calcio ha dimostrato che è forte. E aggiungerei anche fra gli eccellenti risultati lo scudetto all’Inter, la Coppa Italia alla Roma e il ritorno in A della Juve», dice Giovanna Melandri alla Repubblica (29 maggio).
Solo una come la Melandri può mettere tra i successi dell’Italia nel mondo che una squadra italiana vinca lo scudetto italiano o la Coppa Italia.
´ «Il Partito democratico non è una caserma», dice Francesco Rutelli alla Repubblica (31 maggio).
Un casino? Una cantina? Un manicomio? Ci dica, onorevole Rutelli, che cos’ è il Partito democratico?
´ «Diversamente dal predecessore finisce volente o nolente per coprire con il segreto di Stato fatti eversivi dell’ordine costituzionale», dice Alessandro Pace al Corriere della Sera (31 maggio).
Sul merito, questa volta ha ragione Prodi. Ma il fatto che persino i pm di Milano gli preferiscano Berlusconi, spiega bene le caratteristiche della nuova rivoluzione del Nord.
´ «Trovavo sempre il modo per mettermi vicino a uno bravo e generoso che mi permettesse di copiare», dice Luca Cordero di Montezemolo al Corriere della Sera (31 maggio).
Paolo Mieli? Pierluigi Celli? Innocenzo Cipolletta? Da chi sta copiando adesso?
´ «Montezemolo naturalmente non è Michela Brambilla», dice Alberto Statera su Affari & Finanza (28 maggio).
No, lei se li stira, lui se li arriccia.
´ «Vincenzo tieni duro e rimani al tuo posto», dice Romano Prodi al Riformista (31 maggio).
Visco non si sentirà tanto rassicurato: l’ultimo a cui Prodi aveva detto questo tipo di frase è stato Angelo Rovati.
´ «C’è una rottura di comunicazione», dice Agazio Loiero all’Unità (30 maggio).
Piuttosto c’è stata la comunicazione di una rottura. E non sarkoziana, proprio di balle.
´ «Confermano il profilo strategico e l’imprescindibilità del progetto del Partito democratico», dice Francesco Rutelli alla Repubblica, riferendosi ai risultati del voto amministrativo (30 maggio).
Strategico e imprescindibile, sfreccia il partitibile.
´ «L’Unione tiene nel Mezzogiorno», dice Antonio Bassolino alla Stampa (30 maggio).
Sì, si tiene soprattutto dei bei mucchietti di spazzatura.
´ «La nostra coalizione segna parecchi punti a favore. Penso al risultato di Agrigento e di tanti comuni siciliani come Alcamo, Niscemi ed Erice strappati alla destra», dice Piero Fassino alla Repubblica (30 maggio).
Come un fiume in piena, il ridicolo di Fassino straripa.
´ «Reputo necessaria oggi una forte scrollata al sistema», dice Antonio Di Pietro al Corriere della Sera (29 maggio).
Allora, è proprio un vizio.
´ «La ministra per la Salute aveva iniziato bene», dice Angela Azzaro su Liberazione (29 maggio).
Poi, il buon inizio è per così dire sfumato.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.