L’unità nei frammenti di bellezza
«L’uomo vede solo tra i battiti delle palpebre. Non sa come è il mondo tra i battiti. Vede il mondo a pezzi e frammenti». Con questa immagine altamente evocativa suor Maria Gloria Riva (suora di clausura delle Adoratrici Perpetue del SS. Sacramento) apre la prefazione del suo ultimo libro Frammenti di bellezza. Un testo sulla preghiera letta attraverso l’esperienza della fondatrice dell’ordine, Madre Maria Maddalena dell’Incarnazione e per mezzo di alcune opere di grandi artisti come Giotto, Raffaello, Dalì e Millet (e la stessa suor Gloria, con il sito culturacattolica.it, ha di recente promosso un dvd in cui si guida alla lettura del mistero nascosto nella grande opera del “cenacolo” di Leonardo da Vinci. In barba a tutti coloro che s’affidano a Dan Brown). Vedere tra i battiti, comprendere le connessioni del mondo, aprire la propria prospettiva “oltre” è un anelito che appartiene per natura all’uomo. Al credente, al non credente, all’uomo che ha deciso di non consegnare il proprio destino e la propria sorte al culto della modernità. «L’atto del guardare ha un’importanza fondamentale anche nell’esperienza della preghiera. Non un guardare qualunque, bensì un guardare oltre per penetrare nel mistero». Così, suor Gloria descrivendo il dipinto di Giotto (Cristo che mostra alla Maddalena le sue piaghe), narra la vita di Caterina Sordini. Quel guardare oltre, è confronto, ricerca, comprensione.
Da “non credente” confesso che non potrei prescindere da questa tensione. è la ragione che m’impone l’obbligo di prenderne atto, anche se la medesima non mi appartiene in prima persona. Perché oggi “fare come se Dio esistesse” non vuol dire abbracciare la dottrina sociale della Chiesa cattolica, ma significa molto più semplicemente riconoscere il cristianesimo come forza sociale, riconoscere che da duemila anni quella tensione è forza dinamica per l’uomo. Prenderne atto è riconoscere. Riconoscere che l’umanesimo senza Dio ha esaurito il suo processo storico, che ha percorso un cammino probabilmente necessario ma che ora rischia di condurre l’uomo al suo stesso fallimento. Vedere il mondo tra i battiti, dice suor Gloria, è peculiarità dei santi e degli artisti. è vero però che ogni uomo che si chiede “perché” ha in cuor suo questo anelito. Se un “non credente”, pur rimanendo tale, non vuole perdere la possibilità di giovarsi di una prospettiva “altra”, si deve affidare allo sguardo, alla tensione del credente davanti a sé. Deve fidarsi. Dare fiducia. Fidarsi è l’unico mezzo possibile. Qui non si tratta di affrontare “un salto nel buio” o di perdere se stessi, si tratta di prendere atto che il cristianesimo è identità culturale che ci appartiene.
Leggere Frammenti di bellezza è stata un’esperienza di fiducia, di empatia per la fede di un amico.
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