Luoghi dell’Infinito. Parla del vescovo, cita la sura

Concorso: trova il nesso. Luoghi dell’Infinito è il bel mensile di Avvenire. Sull’ultimo numero compare un ritratto di padre Michele Pellegrino, arcivescovo di Torino dal 1965 al 1977. A firmare il ricordo, nell’anniversario della morte, è Guido Dotti della Comunità di Bose. Bussola del suo impegno, scrive Dotti, è sempre stato «perseguire la pace». Al termine dell’articolo Dotti scrive: «La parola: Lailat al Qadr. “La notte del destino” o, letteralmente, della “maestà”, della “grandezza”, del “prestigio”, è la commemorazione annuale della notte in cui il Corano venne rivelato per la prima volta al Profeta Muhammad. Notte “migliore di mille mesi” (Corano, Sura 97,3) è notte di veglia che i musulmani trascorrono nella preghiera e nella lettura del Corano. Tempo privilegiato per invocare la misericordia divina, è la notte in cui Dio fissa ogni anno il destino del mondo: in quella notte “è pace fino al levarsi dell’alba”». Concorso: a chi riesce a spiegare il nesso tra l’arcivescovo e la sura verrà regalato una copia del Corano o di Luoghi dell’Infinito, a suo piacimento.
Brodo di suocera. Su Famiglia cristiana nella sezione “Lettera al padre” scrive una signora che ha seri problemi di convivenza con la madre del coniuge. Dopo aver spiegato la propria difficile situazione, la donna chiede una parola di conforto. In una lunga e analitica risposta si spiega che questa è «una situazione più frequente di quanto normalmente si pensi». A conclusione il padre scrive: «C’è un proverbio che bisognerebbe ricordare ogni volta che si fa irruzione nella vita degli altri: “Il bene bisogna farlo bene”». Poi c’è anche quell’altro motto di quel tizio che diceva «tutto fa brodo», mentre pisciava nel lago dove affogava la suocera.

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