L’uomo di domani? Sobrio e democratico (amche per Armani?)

Di Pavarini Maria Cristina
24 Gennaio 2002
Torna la normalità nel guardaroba maschile. È questo l’ultimo diktat decretato dagli stilisti italiani.

Torna la normalità nel guardaroba maschile. È questo l’ultimo diktat decretato dagli stilisti italiani. Basta con messinscene e travestimenti e ben vengano capi come giacche, cappotti e pantaloni che inneggiano alla ritrovata sobrietà.

A completare il quadro è il grande ritorno d’accessori classici quali il cappello, presentato in molte fogge, della sciarpa, in materiali preziosi, con frange, oppure in versione extra-large stile mantella.

Un pizzico d’originalità, poi, è segnata dal ritorno del borsello griffato di Fendi e dal lancio dei “borsetti” da uomo di Miu Miu e dei foulard di Richmond annodati morbidamente intorno al collo.

Un altro spunto emerge: è il bisogno che la moda diventi “democratica”, cioè non più solo un lusso per pochi. Ok in teoria, ma in pratica? È vero, ritorna l’eskimo, simbolo dell’“antica” lotta di classe, tuttavia presentato in pelli pregiate e materiali non certo da classe proletaria. Anche Armani dice di offrire prodotti alla portata di tutti, quali i suoi jeans a 160.000 lire al paio.

Peccato che qualche giorno prima, nel corso di un’intervista al Sunday Telegraph, gli stessi jeans costassero “solo” 180 euro.

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