L’uomo è fatto per incominciare

Di Bobo
02 Marzo 2006
Il legame segreto. La libertà in Hannah Arendt, a cura di Sante Maletta, ed. Rubbettino, pagg. 128, euro 10

Troppo spesso il contributo di Hannah Arendt è ridotto all’analisi del totalitarismo; mentre la sua riflessione – spiegano gli autori del presente, prezioso libretto – smaschera il cuore stesso del pensiero moderno, «il tentativo di eliminare l’azione a causa della sua incertezza e di proteggere gli affari umani dalla loro fragilità, trattandoli come se fossero, o potessero diventare, i prodotti pianificati della creazione umana». Viceversa, «l’impossibilità di avere una completa fede in sé è il prezzo che gli uomini pagano per la libertà; e l’impossibilità di rimanere unico padrone di ciò che fa e di contare sul futuro è il prezzo che l’uomo paga per la pluralità e la realtà». Contro la definizione dell’uomo come essere-per-la morte del suo antico maestro e amante Heidegger, la A-rendt punta lo sguardo sul miracolo della nascita: «Gli uomini, anche se devono morire, non sono fatti per morire ma per incominciare. Il miracolo che preserva il mondo, la sfera delle faccende umane, dalla sua normale, “naturale” rovina è in definitiva il fatto della natalità. È questa fede e speranza nel mondo che trova forse la sua più gloriosa ed efficace espressione nelle poche parole con cui il Vangelo annunciò la “lieta novella”: “Un bambino è nato per noi”».

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