Ma Blair insiste e punta sulla famiglia

Di Bottarelli Mauro
17 Marzo 2005

“Your family better off”, questo uno degli slogan tematici principali scelti da Tony Blair e dal partito laburista per le elezioni generali del prossimo maggio. Una scelta chiara che pone la famiglia – e quindi le scelte di welfare modellate sulle esigenze di genitori e figli – al centro del terzo mandato a Downing Street e dello sviluppo della società britannica. Prima priorità, la casa. E su questo punto Blair non ha il minimo dubbio: bisogna seguire la ricetta lanciata da Alan Milburn, coordinatore elettorale del partito, per far aumentare il numero di proprietari di casa rispetto agli affitti, forti degli interessi sui mutui decisamente vantaggiosi e di una politica di aiuto che dal 1997 a oggi ha visto i nuovi householders risparmiare qualcosa come 800 sterline l’anno. Una ricetta thatcheriana, meglio precisarlo. Poi la sanità, incentrata sul mantra della famiglia “trattata meglio e più in fretta”.
In un gioco di sponda con il ministro della Sanità, John Reid, Blair ha snocciolato con orgoglio i dati in base ai quali sotto i governi laburisti i tempi di attesa per un ricovero con la Nhs, il servizio sanitario britannico, sono drasticamente scesi, con la volontà di ridurli ulteriormente a un massimo di 18 settimane.
La scuola, poi, con il progetto di foundation schools, ovvero una sorta di mergering tra istituzioni pubbliche che rimangono tali e sponsor privati che investendo in formazione e ricerca ottengono facilitazioni dallo Stato. Ma anche e soprattutto il piano di intervento generale stabilito con il “Pre-Budget Report” presentato da Gordon Brown e quasi interamente focalizzato sull’infanzia e la famiglia. Il governo laburista ha infatti deciso di stanziare risorse extra per garantire l’apertura delle scuole dalle 8 del mattino alle 6 di sera al fine di accudire in maniera adeguata i figli dei genitori che lavorano, inoltre i crediti d’imposta per le famiglie di ceto medio-basso saliranno fino a 175 sterline la settimana per il primo figlio e 300 per due o più figli e crescerà anche il salario minimo nazionale per genitori singles a 285 sterline la settimana.
Dall’aprile 2007 partirà inoltre un piano di sgravi fiscali e di incrementi salariali fino a 50 sterline la settimana che i genitori-lavoratori dovranno destinare alla cura dei bambini oltre a un programma nursery-education gratuita per i bambini di 3 e 4 anni con un massimo di 15 ore settimanali. Inoltre la maternità o paternità (le due opzioni diverranno trasferibili in corso d’opera, già ora sono parificate) verrà allungata da 6 a 9 mesi grazie a uno stanziamento record di 285 milioni di sterline.
Dibattito sempre aperto, invece, sulle targeted policies, come il programma Sure Start per i neo-genitori e la stessa idea di utilizzo dei tax credits, i crediti d’imposta: per molti osservatori, infatti, sempre più spesso la lezione che ci giunge da varie esperienze internazionali è quella in base alla quale le politiche di trasferimento monetario portano a un incremento dell’ineguaglianza e alla creazione di una trappola di povertà per le fasce di popolazione a più basso reddito, in particolare per gli immigrati. Blair, comunque sia, non sembra intenzionato a rinunciarvi.

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