Ma non erano dei bidoni?
Campioni del mondo. Campioni del mondo. Campioni del mondo. Fabio Grosso, di cui Michel Platini ignorava l’esistenza fino al gol alla Germania, realizza il rigore decisivo. Oddo è campione del mondo, Iaquinta è campione del mondo, Barone è campione del mondo. Non lo sono diventati Baresi e Maldini, adesso alza la coppa Materazzi. C’è del meraviglioso in tutto questo, c’è il fascino del football che seduce l’universo mondo sovvertendo pronostici, invertendo meriti. Perché aveva giocato meglio la Francia. Ma così forse c’è anche più gusto.
Del resto, come dice Giobbe «il Signore ha dato, il Signore ha tolto. Sia fatta la volontà del Signore». Gli lasciamo volentieri l’Europeo del 2000. Il calcio è strano. Un mese fa si chiedeva la testa di Lippi e si sussurrava che non era il caso che Cannavaro facesse il capitano della nazionale. Opinioni magari non condivisibili, ma legittime. Ecco, a questo punto mi piacerebbe che chi aveva espresso questi concetti li difendesse: “Hanno vinto, ma non dovevano esserci”.
Niente. Sul carro del vincitore solo posti in piedi.
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