MA QUANTO E’ GRANDE IL BUCO PARMALAT?

Di Rodolfo Casadei
03 Febbraio 2005
Quanti abitanti ci sono in Cina? Quant’è distante Marte dalla Terra?

Quanti abitanti ci sono in Cina? Quant’è distante Marte dalla Terra? Quanto è grande il buco Parmalat? Anche quando sono formulate con pignola precisione, le risposte a questo genere di domande lasciano un po’ disorientati. Le cifre che vengono fornite sono talmente enormi che da sole dicono molto poco. Per capirne il senso bisogna paragonarle ad altre entità. Dieci giorni fa la società di contabilità Pricewaterhouse Coopers ci ha informato che l’esposizione debitoria totale di Parmalat ammonta a 14,3 miliardi di euro (otto volte di più di quello che la compagnia aveva dichiarato a dicembre, prima del crac), pari a 18 miliardi di dollari. Quanto grande è questa cifra? Per rendercene conto vale la pena di paragonarla a determinati indicatori macroeconomici di alcuni stati del mondo. Insomma, la pietra di paragone di un crac come quello della Parmalat sono i numeri delle economie degli stati mondiali. Scopriamo infatti che il debito dell’azienda di Collecchio è superiore al Prodotto interno lordo (Pil), cioè alla ricchezza prodotta in un anno, di almeno 77 stati, alcuni dei quali decisamente popolosi (l’Etiopia, per esempio, con 66 milioni di abitanti, ha un Pil che ammonta a poco più di un terzo del debito Parmalat) e non tutti appartenenti al Terzo mondo (Bulgaria, Bielorussia, paesi balcanici e paesi baltici hanno un Pil più basso del debito Parmalat). Molto istruttivo anche il raffronto col debito estero dei vari stati, oggetto di campagne umanitarie internazionali per la cancellazione nel caso dei paesi più poveri: il buco della Parmalat è più grande del debito estero totale di almeno 93 stati del mondo, inclusi paesi popolosi come il Bangladesh (15,2 miliardi di dollari di debito estero per 133 milioni di abitanti) e paesi europei come la Romania (11,6 miliardi di dollari di debito estero per 22 milioni di abitanti). Se volessimo raffrontare il debito estero pro capite dei paesi del Terzo mondo col debito per addetto della Parmalat, otterremmo un paragone scioccante: coi suoi 36 mila dipendenti, Parmalat ha accumulato un debito pari a 500 mila dollari pro capite, allorché il debito pro capite più alto del mondo, che è quello del Gabon, raggiunge appena i 3.409 dollari a testa.
Ma Parmalat fa impallidire anche alcuni indicatori macroeconomici dei paesi ricchi: l’entità del suo crac è addirittura superiore alla capitalizzazione di Borsa (cioè al valore medio annuo di tutte le azioni presenti nel mercato borsistico) di paesi come Belgio o Nuova Zelanda. Una caso da manuale di applicazione della legge del contrappasso: Calisto Tanzi tesseva gli elogi della old economy e invitatava a diffidare della new economy e delle sue bolle speculative.
Appunto…

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