Ma secondo voi sono taccagni i padroni o è ladro lo Stato?
Condivido pienamente quanto afferma Oscar Giannino nell’ultimo articolo su Tempi, che «la Quercia ha smarrito la bussola su molti temi», laicità, Rai, Ici eccetera. Vorrei aggiungerne altri forse ancora più sentiti dalla gente: assoluta necessità di tagliare i costi della politica (4 miliardi di euro/anno ); basta chiacchiere, occorrono i fatti (i parlamentari italiani sono i più numerosi e i più pagati d’Europa, ma per quale merito o motivo?); si continua a discutere sull’aumento dei requisiti per andare in pensione mentre i nostri parlamentari possono andarci solo dopo due anni e sei mesi di legislatura, è una assurdità; basta con la costosa duplicazione delle strutture dello Stato (le Province, ad esempio, non dovevano essere eliminate con l’avvento delle Regioni?); si dice che mancano i fondi per le infrastrutture e molto probabilmente perderemo 8 miliardi di euro dall’Europa per il mancato avvio della Tav in Val di Susa. Mi fermo qui altrimenti rischierei di non veder pubblicata la lettera per eccessiva lunghezza.
G. Mercalli Milano
Sui costi della politica si legga la nostra telefonata al presidente, qui a pagina 12. Sui costi dell’antipolitica si legga Parmalat e dintorni.
Cara casalinga di Muggiò, che palle tutto ‘sto parlare di sicurezza sul lavoro! Se io e tuo marito portassimo a casa duemila euro in busta al mese non ci verrebbe nemmeno il pensiero di fare del nero. Idem se i sindacati invece di rivendicare continuamente organizzassero corsi di formazione professionale con le palle (non solo sulla sicurezza, ma su come si lavora e su come si lavora bene) e la smettessero di invocare leggi dove il ritornello è sempre “il datore di lavoro deve”, “il datore di lavoro provvede”. Tutto ciò secondo me la dice lunga sull’impotenza degli altri attori dell’ambiente lavorativo. Poi, è vero, ci sono le carogne. Ma per quelle non ci sarebbero i carabinieri? La magistratura? I processi? Il carcere? Quando risponderai a queste ultime domande avrai capito tutto.
Un responsabile aziendale
via internet
Anch’io conosco dei datori di lavoro e giuro che un gruppo di loro, brianzoli e veneti, l’altra sera mi ha detto: «Anche noi ci vergogniamo quando diamo la paga ai nostri operai. Ma secondo lei, perché non possiamo pagarli meglio? Perché siamo ladroni noi o perché è ladro lo Stato?».
Durante la puntata di Annozero sul tema della famiglia alla quale lei ha partecipato sono stato molto colpito dall’esperienza di Mara Siclari. Nel programma a tesi di Michele Santoro, questa presenza serviva a dimostrare che non esiste nulla di naturale nella definizione di famiglia. Essa infatti sarebbe mera convenzione, frutto di categorie storiche oramai superate. La realtà dimostrerebbe mille famiglie: lui e lei e i figli, lui e lei senza figli, lui e lui, lei e lei eccetera. Naturalmente tutte nella forma della convivenza oppure del matrimonio. Infine ecco il colpo d’effetto pour épater le bourgeois: lui che si sposa in chiesa con lei; in seguito, però, lui decide di diventare una lei, ma non per andare via con un altro uomo, no, Mara e la moglie continuano a dividere lo stesso tetto, e hanno dei figli che crescono insieme con grande amore e soddisfazione. Come classificare la realtà di questa famiglia? A me sembra che questa esperienza dimostri probabilmente proprio l’opposto di ciò per cui la si voleva usare, e cioè che il dato fisico, biologico, sessuale, prevale indiscutibilmente sul dato psicologico. Due donne o due uomini non costituiscono una famiglia non per una forma di discriminazione, bensì per il semplice fatto che non generano un’altra vita. Mara ha generato due vite proprio perché, a dispetto persino del nome che ho usato senza le virgolette, donna non è. Cosa ne pensa lei?
Mario Tamburino via internet
Scusi, forse le poste non le hanno ancora consegnato il numero in cui ho scritto esattamente le cose che scrive lei. Grazie.
Dopo gli articoli della settimana scorsa nella rubrica “Sport über alles” e l’intervista a Seedorf (peraltro apprezzata sotto il profilo umano), da buon interista mi aspetterei qualche vostro commento al gesto da gran signore di Ambrosini (affiancato da Gattuso e altri), che per la vittoria del Milan in Champions hanno esposto uno striscione poco edificante.
Roberto Dell’Orto Milano
Ci impegniamo a organizzare una manifestazione per la pace rossoneroazzurra. Però senza massimo gna-gna e senza moratti gne-gne. Ok?
Ragazzi, il giornale lo leggo da anni e mi piace molto, e nella nuova versione anche di più. Avrei solo una richiesta: aridatece Fortunato!
Ernesto Montanero Milano
Per adesso il Fortunato giace in un campo di rieducazione, per la prossima Cannes vedremo.
A proposito dell’articolo sull’esposizione di Illegio sull’Apocalisse, desidero informarla che Illegio non è in Veneto ma in Carnia, ed è frazione di Tolmezzo, provincia di Udine. Inoltre Udine è in Friuli, a meno di un’ora di macchina da Illegio. Mi raccomando la geografia, almeno quella di casa nostra.
Sandro Montanari Udine
Il refuso è grosso, forse con tutti questi referendum di comuni che si allontanano dalla Serenissima per motivi religiosi Marina Mojana avrà fatto confusione. Tante scuse ai Friulan-Venezian-Giulii.
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