MADE IN LIBERAL
Titola l’Unità del 1 ottobre 2004 a pagina 3: “I magistrati alla ricerca della ‘lista delle spie’”. Nel sommario si aggiunge: “E intanto Scelli smentisce se stesso”. Nel taglio centrale della stessa pagina c’è un’intervista a Marco Minniti. Titolo tra virgolette: “Le parole di Scelli? Oscure, inquietanti e ambigue”. Riportiamo solo le “perle” del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, oggi diretto dall’ex “dipendente speciale” della Fiat, Furio Colombo. Insomma l’ex giornale comunista, oggi di area postcomunista, non si accontenta della liberazione delle due Simone. Vuole vederci chiaro il liberal Colombo, e mette al setaccio, con l’aiuto di diverse voci, il comportamento del commissario straordinario della Croce Rossa, Maurizio Scelli, che è poi la persona che è andata a trattare e a ottenere la liberazione delle due ragazze italiane. Intanto, ci informa l’Unità i “pm” Ionta, Saviotti e Amelio stanno valutando le iniziative da adottare per verificare se esista davvero la “lista delle spie” in possesso agli americani. Se ne deduce che il liberal Colombo è più interessato a indagare su Scelli e magari sul presidente americano Bush, piuttosto che sul gruppo che ha tenuto le due Simone sequestrate per giorni. Complimenti a tutti i liberal del mondo.
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