Madeeha e la satira sul burqa che fa infuriare i fondamentalisti

Di Colombo Valentina
28 Giugno 2007

In Pakistan una stravaganza con il burqa, ovvero una Burqavaganza, oggi può costare cara. Burqavaganza è il titolo di una pièce teatrale satirica diretta da Madeeha Gauhar, responsabile artistico del teatro Ajoka di Lahore. Il burqa è qui utilizzato come metafora dell’ambiguità sociale. Tutti i personaggi, uomini e donne, indossano il burqa, compresi i politici, i terroristi e i poliziotti. I temi trattati sono scottanti: discriminazione sessuale, estremismo religioso, terrorismo e l’intolleranza promossa dai media. No-nostante il teatro si fosse premurato di sottolineare prima della messa in scena dell’opera che non c’era alcun riferimento critico alla religione, ben presto la questione Burqavaganza è arrivata al parlamento pachistano. Alcuni deputati radicali hanno inoltrato una mozione che, senza dibattito, ha spinto il ministro della Cultura a mettere al bando l’opera, in attesa di ulteriori decisioni, in quanto offensiva delle tradizioni del paese.
La reazione di Madeeha è stata ferma: «Innanzitutto il burqa non dovrebbe essere considerato sacro. Noi siamo contro intolleranza e l’estremismo, non contro il velo. Però crediamo che nessuno debba essere costretto a portare il velo». Ancora una volta, invece, il velo diventa un simbolo religioso intoccabile e il movente di una reazione estremista alla quale il governo si sottomette. «Non ci saremmo mai attesi un atto simile dal governo di Musharraf che finora ha promosso l’arte e gli artisti, perseguendo una politica di moderazione illuminata. Tuttavia ora pare che stia tornando sui suoi passi e abbia cambiato idea. Sono pessimi segnali per il Pakistan». Madeeha Gauhar non lo dice apertamente, ma il problema sono gli estremisti eletti al governo che minacciano e ricattano il presidente. Ancora una volta arriva una conferma del fatto che l’estremismo islamico al potere, seppur in bassa percentuale, rappresenta un pericolo non solo per la libertà, ma anche per la sicurezza di un paese. Un fatto è comunque certo: Madeeha e il teatro Ajoka fortunatamente non hanno alcuna intenzione di fermarsi. valentina.colombo@imtlucca.it

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