Maester! Cara gent che contentezza…
Edo Mörlin Visconti, El Vangel per el dì d’incoeu, 86 pp. pro manuscripto.
C’è chi il conflitto fra particolarismi e mondializzazione l’ha risolto a suo modo, molti secoli fa. La Chiesa cattolica infatti fin dagli inizi della sua esistenza ripete ai quattro angoli della terra l’identico annuncio, incontrando e valorizzando ovunque le culture delle genti più disparate. Dal dono delle lingue agli apostoli il giorno di Pentescoste a Cirillo e Metodio che inventano un alfabeto per i popoli slavi, dai francescani spagnoli che per primi scrivono una grammatica dell’idioma degli indios andini ai giorni nostri la capacità di raccontare l’avvenimento di Cristo in ogni linguaggio è un carattere peculiare dell’annuncio cristiano. È figlia dunque di una lunga tradizione l’opera di don Edo, milanese purosangue, prete della diocesi di Gulu in Uganda, che da trent’anni predica in lingua acholi per rendere comprensibile Cristo agli africani, ma che non ha dimenticato le sue genti lombarde, e in mezzo alle savane ha scritto un’affascinante versione del Vangelo in dialetto milanese. L’uso del vernacolo restituisce a episodi mille volte letti o ascoltati l’evidenza immediata dell’avvenimento: nei versi di don Edo l’annunciazione e le nozze di Cana, la samaritana e il cieco nato recuperano la concretezza di fatti quotidiani e sorprendenti. Le colorite espressioni dialettali che mette in bocca a Gesù e Maria ridanno tutto lo spessore di una umanità straordinaria. E non manca neppure, tanto discreta quanto incisiva, qualche preziosa osservazione di metodo cristiano (il libro può essere direttamente richiesto alla Libreria Ambrosiana di Milano – 02/86462158).
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!