Magico Natale

Di Valenti Annalena
15 Dicembre 2005

Noi che galoppiamo nei paesi delle fate non ci azzarderemmo mai a parlare a vanvera di “atmosfera magica”, “aria magica”, “magico Natale”, in fondo le magie implicano azioni che possiamo difficilmente controllare. Quando S. Mayer, in uno di quei giornali che si leggono dal parrucchiere, scrive dell’«aria magica che si respira a Lourdes, a Fatima, un’aria che ti penetrava dalle narici, scendeva fino ai polmoni ed è allora che respiravi la bontà» per finire con un «a quel punto comprendi il mistero della fede», in questo caso noi che, essendo cresciuti a fiabe e preghiere siamo parecchio realisti, parleremmo più che di magia, di vaneggiamenti, di delirio, di guazzabuglio fatto di falsa magia e falso mistero che, appiccicati insieme, danno una religione “fai da te”: fatta cioè a propria immagine e somiglianza.
Se qualcosa avviene a Lourdes, a Fatima, non è certo fatta di aria di fede che «penetra anche chi non la cerca. Poi può bastare uno scrollone e la fai uscire». Non è alquanto agghiacciante e schifosa? Non pensiate però che a Lourdes ci sia aria di delirio, che quella, come un ectoplasma molliccio, penetra da Mayer a quelli che scrivono “magici libri” per bambini che parlano di un “magico Natale”.

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