Magistrati
Anche il sessantottino Edmondo Bruti Liberati, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, è rimasto spiazzato da quanto hanno seminato i suoi colleghi in questi “formidabili anni”. Il segretario dell’Associazione, Carlo Fucci, urla da Venezia: «Vogliono fascistizzare la magistratura» e Bruti Liberati si trova nella consueta posizione di falso “pompiere”. Deve precisare che il segretario parla a titolo personale. Non conosciamo la storia di Fucci, ma conosciamo benissimo quella di Bruti Liberati. Ha una continuità sessantottarda indelebile. Di formazione cattolica, era noto alla Statale di Milano per saper coniugare insieme il segno del crocefisso, appeso nei locali della Fuci, con il “pugno alzato” di impronta più bolscevica che riformista. è un esempio raro di cattocomunista. Non c’è nulla di male: sempre avanti con un perbenismo di morale cattolica e la barra a sinistra verso un “mondo migliore”, che una volta era quello dell’Urss. Naturalmente è diventato, in questo Paese, il presidente dell’Anm. è giusto così, dato l’andazzo dei tempi. Ma perché si indigna tanto con il suo segretario? Non saremo mica ancora ai tempi dell’Intesa e dell’Ugi, nelle università pre-sessantottine, quando per dire una cosa che si pensava, si convinceva un “compagno di strada” a gridarla?
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