MAGLIE DA RITIRARE
L’altra sera ho visto cinque minuti di Romano Prodi. Mica per altro, ma Serena Dandini m’attizza sempre. Mea culpa. Mi è venuta la stessa considerazione di Bondi (mi devo preoccupare?): Mortadellone mi sembrava un imitatore e non l’originale. Però mi ha colpito quando ha detto che l’Italia è un paese triste, dove non ci si diverte più. Mi è venuto da ridere e già questo significa che ci si diverte ancora. A questo proposito vorrei sapere dov’erano i milanesi durante le vacanze di Natale. Professore, ma mi faccia il piacere. Questo è sempre un popolo di formidabili cazzari, basta aprire i giornali. Uno a caso, la Repubblica. Hanno lanciato la campagna per “ritirare” la maglia di Gaetano Scirea che è morto sedici anni fa. Siccome la Juve fa l’indiana, i republicones sono partiti all’attacco. Ne è nata una disputa che è approdata pure in tv perché i giornalisti col microfono non hanno un’idea.
Adesso va di moda ritirare le maglie. Il Cagliari toglierà quella di Riva che ha smesso trent’anni fa. Che senso ha? Nessuno, è una ridicolaggine, ma di questo si discute oggi in Italia. Poi arriva Prodi e dice che la gente non va più a Rimini. Guardati in giro, Romano, qui è Rimini tutti i giorni.
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