Maledetti infedeli

Di Rodolfo Casadei
19 Ottobre 2006
Sermoni, fatwe e articoli di giornali contro i cristiani

«Dì: “Egli, Allah, è Unico, Allah è l’Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui”». La sura 112 del Corano, con tutta la sua carica di polemica anticristiana, campeggia sotto forma di iscrizione a caratteri dorati sopra l’arcata della moschea di Omar a Gerusalemme da più di tredici secoli. L’indignazione dei tanti musulmani che si sono sentiti offesi dalla scelta di Benedetto XVI di citare un imperatore bizantino che spara a zero su Maometto e il Corano sarebbe più credibile se dietro di sé non avesse una storia secolare di commenti spregiativi contro il cristianesimo. Che fluisce ininterrotta fino ad oggi: «Uno che nega Allah, adora Cristo figlio di Maria e pretende che Dio è un terzo di una trinità: vi piacciono le cose che costui dice e fa? Non odiate la fede di un politeista come questo, che dice che Dio è un terzo di una trinità?». Così si è espresso Abd Al-aziz Fawzan Al-fawzan, professore di diritto islamico, durante una trasmissione della tivù saudita Al-majd nel dicembre 2005, sollevando più di una perplessità per la sua teoria dell'”odio positivo” che dovrebbe guidare le azioni dei musulmani.
Il problema è che le invettive contro cristiani ed ebrei sono parte della “tradizione lunga” dell’islam ispirata al Corano, nel quale i versetti che esortano a rapporti rispettosi con cristiani ed ebrei si alternano a quelli che stigmatizzano queste fedi e i loro seguaci. Così al Watan, quotidiano kuwaitiano, il 18 maggio 2002 informava che «nonostante gli ammonimenti del ministro della Giustizia e dei Beni religiosi Ahmad Baqer alla riunione con i predicatori e gli imam contro le maledizioni di ebrei e cristiani pronunciate durante il sermone del venerdì, un gran numero di predicatori non ha dato ascolto a questi ammonimenti e ha continuato a imprecare contro ebrei e cristiani». Perché tanta ostinazione? «Un imam ha dichiarato che “il Corano ci invita a maledire ebrei e cristiani e noi lo ripetiamo varie volte al giorno nella preghiera, dato che nella Fatiha malediciamo coloro che sono incorsi nell’ira di Dio, ossia gli ebrei, e gli sviati, ossia i cristiani”». La Fatiha è la sura d’apertura del Corano, che viene recitata nel corso delle cinque preghiere quotidiane musulmane. Essa suona così: «In nome di Allah, il compassionevole, il misericordioso. La lode appartiene ad Allah, Signore dei mondi, il compassionevole, il misericordioso, re del giorno del Giudizio. Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto. Guidaci sulla retta vita, la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che sono incorsi nella Tua ira, né degli sviati». Insomma, i buoni musulmani danno degli “sviati” ai cristiani circa 15 volte al giorno.

I trapianti secondo lo sceicco
Di tanto in tanto qualche musulmano illuminato propone di utilizzare termini meno spregiativi nei confronti dei cristiani. Per esempio di lasciar cadere l’appellativo kaffir, che in italiano traduciamo “infedeli” o “miscredenti”. Ma subito viene zittito. Il 15 settembre il giornale saudita al Jazeera riportava un articolo di Shaker bin Ahmad Imam. In esso si legge che «chiunque non sia musulmano è un kaffir. Ebrei, cristiani e tutte le altre nazioni sono infedeli. Così ha detto Dio nel Corano. “Sono certamente miscredenti quelli che dicono: ‘In verità Allah è il terzo di tre'” (sura della Mensa)». Su questo punto concorda anche il famoso sceicco Qaradawi, l’esponente dei Fratelli Musulmani egiziani che è la star dei programmi religiosi di al Jazeera (la tivù) e che molti in Europa accreditano come moderato in forza dei suoi richiami a rapporti cordiali fra musulmani e cristiani e della sua partecipazione a Roma nel 2001 a un dialogo islamo-cristiano promosso da Sant’Egidio (nonostante consideri autentico jihad la resistenza talebana e quella irachena, sia personalmente favorevole alle mutilazioni genitali femminili e non si sia mai distanziato dalle tradizionali punizioni contro omosessuali e apostati dichiarati). In un comunicato di un suo portavoce di fine settembre 2005 si legge che «lo sceicco Qaradawi è anche dell’opinione che ebrei e cristiani sono miscredenti, così come ebrei e cristiani sono dell’opinione che i musulmani siano miscredenti. Egli non introduce alcuna innovazione per quanto riguarda l’accusa di miscredenza verso ebrei e cristiani, ma segue i sapienti suoi predecessori».
Questo significa, fra le altre cose, che Qaradawi e soci sono convinti che le Sacre Scritture di cristiani ed ebrei siano poco più che spazzatura. Così la sua fatwa dell’11 gennaio 2006: «Un’altra fondamentale differenza fra i musulmani e le genti del Libro è che il libro santo dei musulmani, il Corano, è protetto da ogni cambiamento o alterazione per garanzia di Allah in persona (.). Le cose stanno al contrario per il Vecchio e il Nuovo Testamento, di cui è dimostrata la corruzione sia per omissione che per aggiunta o alterazione (.). Tale corruzione ha portato al cambiamento dei tratti della divinità nel Vecchio Testamento che le due religioni, ebraismo e cristianesimo, riconoscono come loro fonti sacre, per cui Dio è descritto con tratti inappropriati: ignoranza, incapacità, invidia e contrizione. Questo segna la linea di demarcazione fra noi e questi popoli: noi descriviamo Allah con tutti i tratti della perfezione e della gloria, mentre loro non si fanno scrupolo di descriverlo con attributi umani, compresi quelli negativi e malvagi!».
Questo comporta, diciamo così, conseguenze pratiche. In un’altra fatwa, emessa il 23 maggio 2006, Qaradawi sentenzia sulle donazioni di organi: «Donare organi è un atto di carità permesso sia ai musulmani che ai non musulmani (.). Nel caso però che ci siano un musulmano ed un non musulmano che hanno entrambi bisogno di un trapianto o di una trasfusione, la precedenza va data al musulmano, perché Allah l’Onnipotente ha detto nel Corano: “I credenti e le credenti sono alleati gli uni degli altri” (sura 9, versetto 71)». Forse è meglio girare alla larga dagli ospedali islamici.

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