The man who wasn’t there
Negli anni’50, in una cittadina della provincia americana, un timido barbiere trova la forza per ribellarsi tentando un ricatto con l’amante della moglie.
Dagli autori più intelligenti di Hollywood, i fratelli Coen (Joel alla regia, Ethan alla produzione) un altro film di gran classe. The man who wasn’t there è l’ennesimo, amaro e ironico ritratto della provincia americana di ieri e di oggi, impersonata da un barbiere senza qualità, che dopo l’ennesima umiliazione ritrova l’antica fiamma dell’orgoglio. Ma il ricatto che l’uomo proverà a fare, innescherà una lunga e infinita serie di disavventure che lo porteranno sulla soglia del grottesco e del surreale. Un film divertente e cinefilo, che strizza gli occhi ai grandi film noir degli anni’50 (in particolare all’eccezionale Detour di Ulmer) e alla stessa cinematografia dei Coen: dal misconosciuto Blood Simple ai più recenti Fargo, Il Grande Lebowski e Fratello dove sei? Spigliato e irriverente, è stato l’unico momento leggero del pesantissimo Concorso del Festival di Cannes. Thornton e la McDormand, mostri di bravura, come sempre. Chissà se, all’uscita in Italia, il pubblico, vedendolo, riuscirà a superare il complesso dei film in bianco e nero.
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