Mangiare dal Divino e bere acqua

Di Massobrio Paolo
07 Novembre 2002
Che senso ha ricaricare del 300% i vini?

Ho visto una madre deficiente in un bar intriso di fumo, che s’accendeva la sigaretta davanti al suo bimbo. E mi chiedo: la medicina sentenzia la pericolosità del fumo passivo, ma in realtà non c’è locale, pizzeria o ristorante dove non sia permesso fumare. Evviva allora quei locali che prevedono spazi per fumatori, dopo cena, sorseggiando un superalcolico. Come fa l’Hosteria dell’Orso di Roma di Gualtiero Marchesi. Un locale elegante, caldo, dove è d’obbligo la giacca e dove il menu firmato dal Divino annovera i suoi piatti celebri. Nella sera della nostra prova – che racconteremo sul prossimo Papillon – il sottoscritto e Massimo Gramellini cenavano di fronte alla coppia D’Alema, dal palato affinato sulla via di Civitella del Lago by Gianfranco Vissani. Tutto bene? Chissà, certo che la sorpresa di trovare in carta il nostro straordinario Nebbiolo Valmaggiore di Luciano Sandrone (Vignaiolo in Barolo tel. 0173/560023) a 64 euro è stata grande. Soprattutto dopo aver chiesto all’enoteca Trimani a quanto vendeva questa bottiglia: 28 euro (sic!). Ora, Marchesi (vedi Tempi di settimana scorsa), si è preoccupato dei prodotti tipici che non sono accessibili alla massa perchè costano, e questa sua spinta populista lo deve aver portato, come ha fatto, ad abolire la voce coperto e servizio. Ma che senso ha ricaricare poi del 300% i vini? Non sembra una presa in giro al sapore di un populismo un po’strano? Che quasi invoglia a bere solo acqua, accanto a quei piatti franchising che svettano a Erbusco, Roma e a Parigi. Triplo sic! massolon@tin.it

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