Mansour vuole strappare il Corano dalle grinfie dei fondamentalisti
«Sei fuggito in America, ma la tua famiglia e i tuoi seguaci sono ancora qui in Egitto. Li conosciamo uno per uno. Sappiamo dove abitano e come si muovono. Quel che è accaduto in questi giorni è solo l’inizio». «A te, nemico di Dio, faremo assaporare il tormento dell’inferno. Tu, l’infedele e l’eretico, devi sapere che ti stiamo sorvegliando e ti stiamo aspettando». Sono solo due delle numerose minacce ricevute la scorsa estate da Ahmad Subhy Mansour, teologo riformista egiziano dal 2002 residente negli Stati Uniti, che gli hanno concesso asilo politico. Nel 1985 era stato allontanato dall’università islamica di al Azhar a causa delle sue idee troppo liberali, ovvero per avere sostenuto che il Corano deve essere l’unico testo fondante dell’islam autentico, mentre i detti e fatti del Profeta dell’islam sono tutt’altro che puri e coerenti tra loro. Proprio come si legge nella homepage del sito dell’International Quranic Center da lui fondato: «Il principale scopo del nostro sito è unire tutti coloro che credono che il Corano è l’UNICA fonte dei rituali islamici e l’unica guida per la legge islamica. Quindi sarà proibito a tutti ricorrere ai “cosiddetti” detti del Profeta».
Se si considera il fatto che questi ultimi sono la seconda fonte del diritto islamico in ordine di importanza, non ci si stupisce degli attacchi subìti da Mansour e dai suoi seguaci. Attacchi che sono arrivati anche dallo shaikh di al Azhar, Mohammed Sayyed al Tantawi, il quale li ha descritti come «persone che hanno perso la vista», cioè come infedeli, in pratica rivolgendo loro le stesse accuse degli estremisti che li vogliono uccidere. Mansour, infatti, sostiene che la maggior parte dei dettami più crudeli dell’islam, ad esempio le pene corporali, non sono contenuti nel testo coranico bensì nella tradizione. Per questo motivo il 28 maggio scorso cinque suoi seguaci, oggi fortunatamente rilasciati, sono stati arrestati in Egitto per oltraggio alla religione. E pensare che il signor Tantawi, causa principale dei guai di Mansour, è considerato un moderato.
valentina.colombo@imtlucca.it
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