Marzulleide

Al cinema la poesia la rappresenta Benigni con il suo poeta Attilio in Irak. Ne ha l’autorità che gli proviene dal suo amore per Dante, la sua lettura a Sanremo e in “L’ultimo del paradiso”. Lo aveva fatto anche il suo amico Troisi con il Postino. Ora ci resta Marzullo. Ditemi cosa si deve fare… Infatti adesso è Marzullo che, nel suo programma del sabato sera, invita i poeti in tv. Qualcuno ironizzò in modo stupido sul fatto che il grande poeta Mario Luzi avesse scritto una prefazione a un libro di Marzullo. Ma il fatto è che tra tutti gli intellettaloni e -ini che girano in tv solo il Gigione nazionale ha pensato di dar spazio ai poeti. Gloria a lui, ultimo baluardo.
Lo fa solo lui, dopo che un po’ ci ha provato Costanzo, la cui cinica ironia difficlmente può convivere con la poesia. Ricordo una tremenda puntata del suo show in cui si impancava a maestro anche di poesia, sfruttando indecorosamente quella gentile, sperduta, e ottima poetessa che è Alda Merini, per rifilare al pubblico le sue enormi minchiate sulla poesia, col sorrisino finto e micidiale. Il succo del Costanzo-poeta-pensiero era che in definitiva la poesia funziona con le ragazze. E pensava così dicendo di avvicinare i giovani alla poesia, l’idiota. Aveva convocato alcuni poeti che vogliosi di effimera gloria si eran prestati a un massacro di idiozie. Ogni tanto a notte fonda compariva nei palinsesti qualche chicca. Come la trasmissione girata per Raidue lo scorso anno da Andrea Margiotta. Ora ci riprova Marzullo. La poesia non ha paura di niente. Non solo pare ormai l’unico fenomeno di comunicazione umana che sopravvive anche senza la tv, ma può sopravvivere anche con la tv, il che è forse più difficile.
Ora aspettiamo la poesia di casa Marzullo. Con i migliori auguri. Ai poeti e a lui. Guarderemo curiosi, fiduciosi.

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