Master and Commander Ratzinger

Di Luigi Amicone
12 Gennaio 2006
"NELLA VERITÀ, LA PACE". L'ANTIFERVORINO DI PAPA BENEDETTO XVI

Naturalmente il messaggio papale per la giornata della pace non c’entra niente col pacifismo che è la continuazione della guerra con altri mezzi. Quella roba là – il “meglio rossi che morti” di ieri, il “meglio il ritiro da Nassirja” di oggi – è agli antipodi della lezione di Benedetto XVI, “Nella verità, la pace”. Poiché se «la verità non esiste», come hanno scritto i no global di Genova in un loro striscione di buon Natale, la denuncia della guerra non è altro che menzogna che va ad aggiungersi alla lunga lista di menzogne che «hanno causato e continuano a causare effetti devastanti nella vita degli individui e delle nazioni». Qual è la verità più elementare? Scrive il Papa: «La consapevolezza di essere accomunati da uno stesso destino». Mentre “i disegni” della menzogna terroristica «risultano ispirati da un nichilismo tragico e sconvolgente». «I nichilisti negano l’esistenza di qualsiasi verità, i fondamentalisti accampano la pretesa di poterla imporre con la forza. Pur avendo origini differenti e pur essendo manifestazioni che si inscrivono in contesti culturali diversi, il nichilismo e il fondamentalismo si trovano accomunati da un pericoloso disprezzo per l’uomo e per la sua vita e, in ultima analisi, per Dio stesso. Infatti, alla base di tale comune tragico esito sta, in definitiva, lo stravolgimento della piena verità di Dio: il nichilismo ne nega l’esistenza e la provvidente presenza nella storia; il fondamentalismo ne sfigura il volto amorevole e misericordioso, sostituendo a Lui idoli fatti a propria immagine. Nell’analizzare le cause del fenomeno contemporaneo del terrorismo è auspicabile che… si tengano presenti anche le più profonde motivazioni culturali, religiose ed ideologiche». Si tengano presenti anche le più profonde motivazioni della violenza. Che non è solo terrorista ma è anche aria che si respira nelle case, nelle scuole, nei giornali. E che come ha ridetto il Papa domenica scorsa è frutto “dell’anticultura della morte ampiamente dominante”.

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