Matrimonio eurogayo
I ben informati delle vicende dei sacri palazzi raccontano che la Segreteria di Stato vaticana si stia prodigando perché l’opera di Giorgio Salina vada in porto. Salina è consigliere diplomatico della Nunziatura vaticana presso la Comunità europea ed è il fondatore dell’associazione ‘Europa’ che a fine mese sarà presentata ufficialmente. Ma in attesa dell’evento, Salina parte subito lancia in resta denunciando solo l’ultimo dei roghi del parlamento europea contro le ‘streghe cattoliche’. «Un mese fa era stata preparata una risoluzione piuttosto innocua e generica sul tema della discriminazione. Quando la risoluzione è stata sottoposta al giudizio dell’assemblea plenaria, l’intergruppo formato dai parlamentari gay e lesbiche hanno presentato quattro emendamenti».
E qual è il loro contenuto?
Nel primo si chiede che tutti i paesi membri adottino le stesse leggi in materia di matrimoni omosessuali che sono state scelte nei paesi in cui questi sono stati riconosciuti come validi. Vale a dire che un matrimonio gay celebrato in Spagna o Olanda, nel caso di trasferimento della coppia in Italia, debba essere anche da noi riconosciuto. Nel secondo emendamento, si usa un linguaggio che ha dell’incredibile, nessuno mai aveva osato spingersi tanto avanti nell’aula del Parlamento europeo. Si «condannano le espressioni di odio usate dalla Chiesa cattolica e da esponenti cattolici». E per chi vuole dei nomi basta pensare a Benedetto XVI o a Rocco Buttiglione.
Come si sono comportati i parlamentari italiani rispetto a tali richieste?
C’è da denunciare il gravissimo atteggiamento dei parlamentari che fanno parte del gruppo della Margherita. Basta verificare sui tabulati e ci si accorgerà che la maggior parte di loro ha votato a favore delle assurdità di cui abbiamo detto. Chi di loro non lo ha fatto, come Patrizia Toia, risulta assente proprio in occasione di quella votazione, ma presente a quella immediatamente precedente e a quella successiva. Vittorio Prodi, altro parlamentare della Margerita da me contattato, dopo che con sorpresa ne ho riscontrato il nome tra i favorevoli, si è scusato dicendo di essersi sbagliato.
Non è la prima volta che il Parlamento europeo mostra il suo volto arcigno contro la Chiesa e i cattolici…
E proprio per questo è necessaria una associazione come ‘Europa’, la cui finalità consiste nel tentativo di agire affinché la cultura cattolica sia considerata alla pari delle altre. è un lavoro difficile perché gli atteggiamenti di chiusura nei nostri confronti si fanno sempre più frequenti e acrimoniosi. Il primo passo sarà la ricerca di un’alleanza con tutti quegli intellettuali capaci di formulare laicamente e scientificamente le posizioni della dottrina sociale della Chiesa. In secondo luogo dovremo tentare di ottenere l’accreditamento per essere convocati nelle audizioni del Parlamento europeo sui temi riguardanti i problemi etico-sociali.
Perché questa preoccupazione?
Ad oggi l’unico gruppo ammesso sono i ‘Catholic for a free choice’, i cattolici per una libera scelta, organizzazione in realtà apertamente anticattolica e sostenuta da varie consorterie antipetrine. Sono coloro che hanno distribuito un questionario a tutti i deputati europei suggerendo le domande da fare a Buttiglione per bocciarlo. Che poi, su quella vicenda ci sarebbe da raccontare anche la fine della storia…
Prego.
Due mesi e mezzo dopo la bocciatura, due parlamentari inglesi al di sopra di ogni sospetto, il laburista Richard Corbett e il liberale Andrew Duff, durante un’audizione alla commissione Affari costituzionali, hanno chiesto di voler rivedere la prassi per l’ammissione dei commissari, perché, come nel caso Buttiglione, il candidato era stato giudicato per le sue idee e non per la sua professionalità.
Questa è una notizia che, in effetti, non è passata sulla nostra stampa.
Non me ne stupisco. Lei, ad esempio, è a conoscenza del fatto che Giovanni Paolo II è stato denunciato all’Alto Commissario dell’Onu, con votazione a maggioranza dal Parlamento europeo, per violazione dei diritti umani?
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