Meglio Brevnev
Eh sì! Ha proprio ragione Giuliano Ferrara, quando tristemente parla di questi “primo maggio”, di questi indistinguibili, di questa porca confusione. Subito, quando si vede quell’ammucchiata di omologati a San Giovanni, viene una tristezza indicibile e struggente. E a ex comunisti come noi, scappati dalla caserma ideologica italiana in anni non sospetti, viene addirittura la malinconia per Leond Breznev.
Ma sì, proprio Breznev, il simbolo umano del tramonto dell’“impero del male”. Almeno, ancora sotto di lui, si potevano vedere in televisione, sulla piazza Rossa a Mosca, missili che sfilavano, carri armati, gagliardi soldati, giovani e vecchi del “realismo socialista” che, follemente, cercavano di rivendicare la loro supremazia sul gigante americano. Almeno c’era veramente lo spettacolo! E quella tribuna sulla piazza Rossa, con tutto il politburo schierato pieno di cariatidi e di mummie, aveva pur sempre il fascino della storia, della leggenda, delle passioni umane. Ma sì! Era meglio Cernenko di Bisio! Erano meglio quei bolscevichi, vecchi e falsi, rispettosi almeno della loro storia, piuttosto che quest’ammucchiata di qualunquisti di sinistra, con la bandiera arcobaleno sulle spalle e la battuta pronta che non fa mai ridere, e che non sanno nulla di storia.
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