Meglio l’Alleanza del Nord che governare con Diliberto
Prove kadimiste in Lombardia? Non credo. Però qualcosa sta succedendo. Roberto Formigoni sembrerebbe aver ripreso in mano l’iniziativa politica accingendosi a indirizzare la spinta di un’opinione federalista molto radicata nel nord del paese.
L’ esito del referendum costituzionale non modifica le ragioni di gruppi sociali che chiedono autonomia di governo e modernizzazione dei territori, avendo un welfare più orientato alla centralità della famiglia che ad alimentare burocrazie. È una partita decisiva. Il centrodestra per molte ragioni, anzitutto di identificazione con gran parte di questi ceti, appare meglio attrezzato a cogliere istanze che, apparentemente sopite, torneranno presto a essere centrali nell’agenda politica.
Il centrosinistra ha trascorso troppi anni a contrapporsi a un pezzo importante della società settentrionale. Ma qualcosa accade e non per merito del solito Massimo Cacciari. I dirigenti diessini e diellini lombardi (non milanesi) prima, e Filippo Penati ora, stanno camminando verso l’Alleanza del Nord. Hanno chiaro di dover pagare prezzi alla loro sinistra. Penati sa che è sui temi della modernizzazione e delle infrastrutture che si misura l’attrattività di un territorio e sa di poter giocare la carta del governo amico in questo amichevole dualismo con Formigoni, e sa che si governa meglio con Formigoni che con Oliviero Diliberto. Vedremo.
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