Meglio “li turchi”
Storia recente e lontana insegna che lo spazio pubblico per l’uomo cristiano si restringe in coincidenza di quelle epoche in cui l’uomo tout court è diventato un fardello ingombrante per il Potere (con la P maiuscola, sì, come indicava Pasolini tutta quella poderosa realtà, dalla scuola all’ambiente di lavoro, dai governi alle chiese, dai mezzi di comunicazione ai tribunali, che esercita una pressione sulla persona umana esclusivamente in vista di una produzione, organizzazione e religione sociale).
Fardello uomo, e Potere
Fardello e Potere. Fardello, l’insostenibile mistero della condizione umana. Potere, ovvero l’uomo di Sartre, “una passione inutile”. C’è anticristianesimo in giro, è vero. Ma chi sa più, in giro, cos’è il cristianesimo? Per dirla ancora con Sartre, è “la nausea dell’uomo” che fa fuori il cristianesimo prima ancora che compaia come problema a sud-nord-ovest-est di un Buttiglione. è dalla pura e semplice indifferenza alle intenzioni della vita che viene il ghigno del Potere. E, dunque schiavitù diventa la disposizione a non interessarsi più di nulla e, pur di essere “lasciati in pace”, l’attitudine a ripetere gli slogan vuoti di cui è intasato il discorso pubblico. Non c’è ancora Nerone in giro, però si capisce perché certi uomini di Chiesa si consiglino il silenzio. Lo sfregio al cristianesimo è solo una cartina tornasole dello sfregio che viene portato in maniera sistematica all’urgenza di significato e di ragione che contraddistinguono nel mondo comune la presenza dell’uomo da quella di un vegetale. Una volta ci fu chi disse che il Sabato (la Legge) esiste per la felicità dell’uomo, non il contrario. Adesso l’uomo può quasi solo esistere per la felicità della Legge. E se dici “bà” di quello che sei, come uomo, hai già violato lo spazio aereo delle Istituzioni, siano esse il Comissariato Ue o la Caserma della scuola. Tutte cose che devono restare piallate di ogni identità e differenza, uguali, statali, vuote, anestetiche, anaffettive, per tutti. Così, almeno in Europa, la vita in società, la vita pubblica, la vita politica, sembra destituita da ogni fondamento di destino umano. Fabbricare una vita o sopprimerla, che abbia ragioni da vendere o meno una certa proposta o una certa persona, non sono mai questi i problemi. Il problema è come passare da un semaforo all’altro sotto lo sguardo accigliato del funzionario-vigile di turno, di reparto, di settore, cercando di non farsi beccare in una qualsiasi umana, troppo umana, violazione dei Codici (scritti o non scritti non ha importanza, è la Doxa, l’Opinione di Maggioranza, come dice Zapatero, la Legge, la Verità, la Ragione).
Fantasia (poca) al Potere
Prendete la Confraternita dei sofisti e dei voltafrittata. Laici quanto un gallina vola. Progressisti quanto può essere chi non crede nella libertà, ma crede però alla capacità di un suo tranquillo adattamento a un presunto, deterministico, fluire della storia verso fini (scientifici, sociologici, culturali) magnifici e progressivi. è così che spiegano perché un essere umano non ha dignità in sé, ma solo se gli viene attribuita dalla cultura, dall’evoluzione storica dei costumi, dall’Europa dei postsessantottini che occupano tutti i posti: quello del Maestro e quello del Maledetto, quello del Ricco Epulone e quello del Povero che raccoglie le briciole sotto il tavolo, quello del Conformista e quello del Trasgressivo, quello dell’ Ecclesiastico e quello dell’Eretico, quello dell’Industriale e quello dell’Artista, quello del Maestro di Tolleranza e quello del Discepolo di Torquemada, quello della Donna padrona e quello della Vittima del Maschio. E se proponi loro di discutere non di pregiudizi, commi, frattaglie leguleie, ma di cose, fatti, accadimenti, loro ti guardano con aria sussiegosa. Ti guardano come si guarderebbe un idiota. Bella e sacrosanta la risata di Giuliano Ferrara che per aver detto cose non conformi alla vulgata (i famosi “cinque pezzi facili” su Zapatero, Almodóvar, matrimonio gay, selezione degli embrioni e caso Buttiglione), si è trovato iscritto al club degli “stregoni di uno strano dio”. Bello messere Ezio Mauro, una volta vi figuraste il rogo per quello “strano cristiano” di Socci. Adesso che avete gabbato lo santo, volete fare la festa anche agli ultimi laici. Sono i Rep, gli Zapatero e gli Schultz, l’Europa. Dopo di loro qualunque cosa sarà meglio di loro. Perfino un presidente d’Europa turco e musulmano.
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